Politica

Alfano: “Per i prossimi cinque anni proporrò leggi speciali anti crisi”

Il ministro dell'Interno ha annunciato per settembre la presentazione a Renzi di "una proposta dettagliata su fisco, burocrazia, incentivi alle famiglie" in modo da determinare "uno choc fiscale, uno choc burocratico e un forte sostegno" agli italiani

Leggi speciali anti-crisi. Per cinque anni. La ricetta è del ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha annunciato come “a settembre, con la ripresa dell’attività e in vista della legge di stabilità, presenterò a Renzi una proposta dettagliata su fisco, burocrazia, incentivi alle famiglie”. Il motivo? “Siamo di fronte alla crisi economica più lunga dal dopoguerra” ha detto il leader di Ncd, che dopo aver rivendicato le “scelte importanti” del governo di cui fa parte, ha sottolineato che “bisogna andare oltre: servono leggi speciali per alcuni anni che prevedano uno choc fiscale, uno choc burocratico e un forte sostegno alle famiglie“. A queste ultime è dedicata una parte corposa del progetto di Alfano: “Botta secca alla tassazione prima casa, fortissimo sostegno fiscale alle famiglie con detrazioni e deduzioni per i nuovi nati e aiuti alle spese, dai pannolini ai libri: per le famiglie abbiamo un piano da 7,5 miliardi, con solide coperture anche per coloro che assistono gli anziani”. Un progetto che il ministro non ha esitato a denominare “family act“, con le coperture economiche derivanti “da un robusto taglio alla spesa pubblica da destinare a famiglie e imprese”.

Per quanto concerne lo choc burocratico, invece, Alfano ha annunciato  che “per alcuni anni, noi proporremo 5, ci deve essere per cittadini e imprenditori libertà assoluta di realizzare ciò che le leggi consentono loro senza dover chiedere autorizzazioni, licenze o permessi”. Una “profonda deregolamentazione”, quindi, un piano che “non ha bisogno di coperture, ma anzi si prefigge di mettere in moto risorse”. “Sarebbe una vera rivoluzione, significherebbe – ha spiegato Alfano – passare da un sistema basato sull’autorizzazione burocratiche a uno basato sulla libertà di fare in base alle leggi esistenti. Lo scopo non è pompare denaro pubblico (che non c’è) nel sistema, ma liberare energie del paese: chi ha soldi li spenda e li investa”. Nel piano che presenterà al premier, Alfano proporrà che “le leggi di deregolazione radicale che attraggono investimenti non si possano modificare per un quinquennio, per dare certezza a investitori“.

“Se un soggetto vuole aprire un’attività commerciale, un capannone, avviare una pizzeria o vuole effettuare una modifica edilizia alla propria casa o al proprio villino, e le leggi e i regolamenti urbanistici locali lo consentono – ha detto Alfano – può cominciare senza ulteriori richieste, magari assistito da una certificazione di conformità da parte di un professionista. Dopo di che – ha proseguito il numero uno di Ap – lo Stato avrà sempre il potere di controllare se la tua realizzazione è conforme alla legge. Ma non si dovrà aspettare il parere di nessuna autorità pubblica per cominciare”.

Non solo. Il leader di Ncd ha annunciato anche la proposta di “aumentare la soglia sull’uso del contante, come già previsto da una nostra mozione approvata in Parlamento, portandolo a 3mila euro”. “Le nuove norme antiriciclaggio approvate di recente – ha affermato – consentono di meglio contrastare e punire chi fa un uso illecito del denaro. E 3mila euro è una soglia pari alla metà della media europea. Uno Stato liberale non si esprime tramite vincoli all’uso dei contanti, ma incentivando l’uso della moneta elettronica”.  Il pacchetto prevede inoltre proposte per il Sud. “Abbiamo proposte molto precise tipiche di un Sud moderno e senza cappello in mano – ha assicurato Alfano – che non aspetta salvatori ma è pronto a rischiare in proprio. Ci presenteremo all’appuntamento con la legge di stabilità con una proposta netta e chiara che dia un’impronta riformatrice”.