Società

Roma, ripartiamo dai giovani (prendendo spunto da Parigi e Londra)

E’ un momento nero per Roma, da più di 15 anni ci vivo, mi sembra il più oscuro, per immobilismo, mancanza d’idee, un piattume frutto di menti obnubilate.
La politica ha la più grande responsabilità. Lo sappiamo. E’ deprimente. Anche i turisti sembrano sperduti, più del solito. Da qualche mese, come sempre, nel centro storico sfilano le carovane di visitatori, gli orientali imperterriti con i loro ombrelli, lo sguardo fisso sul capogruppo con lo stendardo sgargiante. Tanto fisso da perdersi un tramonto, o un arcobaleno inaspettato tra il Gianicolo e il Cupolone.

I ragazzi, arrivano in centro dalle periferie, aspettano la notte, per celebrare una festa diventata ogni volta più triste. La bevuta, la bravata, la “pasta” delle prime ore del mattino, un’ora tragica per molti. Tra l’indifferenza degli adulti, che quando non se ne approfittano, voltano lo sguardo, allontanando da loro ogni responsabilità. Mentre è proprio responsabilità degli adulti proporre delle alternative di vita, ai più giovani. Io credo.

Eppure nelle città, nelle capitali europee, anche loro in crisi nera, qualcosa si muove. Ai più giovani sono dedicate delle iniziative proprio d’estate. Si ubriacheranno anche loro, si contano le risse, e qualche volta le vittime delle notti agostane. Ma qualcuno ci prova.

Anche quest’anno, per esempio a Parigi, chi vive o studia lì, e ha dai 15 ai 25 anni, sino al 31 agosto può richiedere una carta speciale, si chiama Pass Jeunes è gratuita si richiede su internet, e si ritira in diversi luoghi nella città, un carnet con 39 biglietti che prevedono entrate gratuite e sconti per le visite a musei e monumenti, spettacoli e attività varie, di cultura e sport, studio, laboratori. Soprattutto Pass Jeunes crea una rete. Per esempio uno dei partner dell’iniziativa è Paris Quartier d’Eté, un festival itinerante in tutta la città, i quartieri, gli arrondissement, hanno identificato uno o più luoghi dove si svolgono spettacoli, performance, con artisti venuti da tutto il mondo.

La mappa dei posti, è molto interessante, il numero più alto- e forse anche di maggiore originalità – degli spettacoli non si svolge al Marais o al Trocadero, ma in quelle banlieues al nord della capitale francese, le stesse che sono sulle pagine di carta e digitali dei quotidiani parigini per i reati – qualche volta i delitti – commessi dagli immigrati, per il degrado imperante.
A Gennevilliers, a Pantin, a Bobigny, La Corneuve, a Nanterre. Sul sito del festival accanto allo spettacolo, è ben indicata la metro da prendere, la possibilità di andare in bicicletta, in modalità Velib, rodata ormai da qualche anno. Un sistema di “sharing”, che permette di prendere una bicicletta in una stazione predisposta, con un codice ovviamente, utilizzarla per raggiungere un luogo e lasciarla in un’altra stazione Velib, per tornarsene a casa tranquillamente in metropolitana.

Così può avvenire che siano gli universitari della Parigi delle Grandes Ecoles a raggiungere le periferie per vedere uno spettacolo di un artista libanese, un cantore congolese, o un percussionista israeliano, o per partecipare a un laboratorio in uno studio di audiovisivi. E perché no, visitare o imparare qualcosa al Fab lab aperto d’estate di Cergy Pontoise, dove passerà con un suo workshop, pare, in agosto un personaggio particolarmente ispirante.

Qui, a Roma, invece, c’è ancora qualcuno che di giorno si fa una passeggiata con gambe e piedi a mollo a Fontana di Trevi, sorridenti rilassati, nessun vigile li disturba, la gallery relativa è diventata virale sui social.

No, Parigi non è un paradiso, può essere severa, ostile e può sembrarti senza cuore. Ma quel che noto da sempre è che le persone giovani sono valutate come una vera risorsa, anche fosse solo a vantaggio dei più anziani, del business, per coltivare i loro vivai del talento, spesso standardizzato. Poco importa, è una rampa di lancio, chi vuole troverà una strada personale.
Un’altra città di risse e bevute è Londra: da anni la London Studente Card permette in tutte le stagioni, sconti nella mense studentesche, cinema gratis per gli universitari, addirittura prezzi stracciati in negozi di abbigliamento di Piccadilly Circus, a fronte però di tasse universitarie che lievitano ogni anno di più.

Mi sono distratta? C’è qualcosa di assolutamente interessante che posso proporre ai ragazzi che conosco a Roma? L’arena che gli instancabili eroi del Cinema America Occupato, hanno portato avanti, a piazza San Cosimato, sta per finire. In agosto non sono, pare, previste altre proiezioni.

C’è qualcosa di nutriente per l’anima, di gustoso, di allegro, che costi poco, che costi niente, che faccia ridere, piangere, intenerirsi, per far sì che i più giovani cittadini romani e i visitatori della nostra città, possano prendere in considerazione? Per evitare il giro degli shottini avvelenati.

Almeno per una sera.

@loliva2011