Politica

Liguria, la giunta Toti a rischio Severino. Due assessori già in bilico

L'inchiesta sulle spese pazze in Regione è una spada di Damocle sulla testa degli assessori Rixi e Scajola, ma rischia anche il presidente del Consiglio regionale Bruzzone e il consigliere di FdI Matteo Rosso. Sono indagati insieme ad altri 24 ex consiglieri. Tra i rimborsi contestati agli ex consiglieri liguri viaggi, regali di Natale e cene in agriturismo a Ferragosto

Neanche il tempo di far saltare i tappi alle bottiglie di champagne e festeggiare l’insediamento della giunta di centrodestra in Regione e già il neo governatore Giovanni Toti vede addensarsi nuvole nere su alcuni dei suoi colleghi. Due assessori, Edoardo Rixi (Sviluppo Economico) e Marco Scajola (Urbanistica), nonché il presidente appena nominato del consiglio regionale, il leghista Francesco Bruzzone, si ritrovano infatti sotto la spada di Damocle della legge Severino. Indagati dalla procura genovese, assieme ad altri 24 esponenti politici di vari partiti, per le spese pazze in regione durante l’ultima legislatura (2010-2015, giunta Burlando), se venissero rinviati a giudizio e successivamente condannati in primo grado, a norma della legge Severino dovrebbero essere sospesi dalle rispettive cariche. Sempre che la contestata legge non venga nel frattempo modificata, attenuandone gli effetti.

Il meno esposto è Scajola, a cui viene contestato l’acquisto di biglietti natalizi di auguri griffati Unicef. Costo tremila euro. Probabile l’archiviazione. La procura si appresta ad inviare l’acip (l’avviso di conclusione delle indagini) a 27 indagati, tra i quali figurano appunto Rixi, Scajola e Bruzzone, con  Matteo Rosso (ex Forza Italia passato a Fratelli d’Italia) gli unici esponenti politici riconfermati dal voto del 31 maggio in consiglio regionale. Tutti gli altri indagati sono usciti dalla politica o non rivestono più incarichi in via Fieschi.

A Rixi e Bruzzone i pubblici ministeri contestano una serie di spese pazze (nel periodo tra il 2010 e il 2012) riferite all’attività del gruppo consiliare della Lega Nord. Rixi, all’epoca capogruppo del Carroccio, avrebbe avallato i rimborsi-spesa che hanno attirato l’attenzione degli investigatori della Finanza: gli scontrini segnalavano infatti soggiorni, pranzi e cene in località di villeggiatura (Courmayeur, Limone Piemonte, Cogne ) e in città d’arte (Venezia e Pisa), spesso in giorni festivi. 84 ricevute si riferivano allo stesso ristorante di Savona, poi cene in agriturismi a Ferragosto. E, immancabili, i regali di Natale, il cui costo era riversato sui contribuenti liguri.

“Come gruppo Lega Nord abbiamo giù restituito più di quanto la magistratura ci contesta – dice al fattoquotidiano.it Edoardo Rixi – La vecchia normativa assegnava un budget e pretendeva che venissero giustificate le spese, comprese quelle del personale. Io mi ero battuto per adottare un metro di misura insindacabile. Affidando ad un soggetto terzo, indipendente dai gruppi consiliari, la verifica della congruità delle spese. Ma la proposta non era passata.  La questione è di carattere politico e dovremo intervenire per fare chiarezza ed evitare che si ricada in situazioni analoghe. Io non credo di essermi appropriato di nulla e quindi sono moralmente tranquillo.  Ma sono conscio che può accadere tutto nell’incertezza normativa che circonda queste vicende. In Val d’Aosta è stata assolta gente che si era comprato il tagliaerba…”. Rixi dunque non drammatizza. “Le mie principali preoccupazioni in questi giorni sono due: primo, lavorare al meglio nel nuovo ruolo di assessore regionale. Secondo visto che mi sposo lunedì, far capire alla mia futura moglie che l’impegno politico farà slittare il viaggio di nozze. Possibili sospensioni in futuro per la legge Severino? Non ci penso. Nel caso, non farò resistenza. E mi prenderò un periodo di riposo…”.