Politica

Rom, in Toscana la “ruspa democratica”. “Via i campi, ristrutturare vecchi edifici”

Il presidente della Regione Toscana Rossi: "Sfruttiamo i fondi europei per superare i campi nomadi". La Lega all'attacco: "La priorità nell'affidamento delle case popolari dev'essere garantita ai toscani". Primi progetti a Lucca, Prato e San Giuliano Terme. I Comuni assicurano: "Nessuna disparità, pagheranno l'affitto"

Ruspa sì, ma “democratica”. E basata “sul rispetto dei diritti delle persone”. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sfida il leader leghista Matteo Salvini lanciando la sua “ruspa democratica” (“contrapposta a quella ‘razzista’ messa in moto da una certa parte politica”) per cercare di risolvere le problematiche legate ai campi rom. L’obiettivo – ha spiegato Rossi dal palco del Meeting internazionale antirazzista di Cecina, in provincia di Livorno – è quello di sfruttare i fondi europei per “superare i campi nomadi attraverso la ristrutturazione, le case minime e la costruzione di villaggi dignitosi“: questo perché “non possiamo accettare che ci siano persone che vivono in condizioni igienico-sanitarie inaccettabili”.

La “ruspa” targata Pd (“non meno inflessibile di quella razzista”) è già in moto: per Prato, Lucca e San Giuliano Terme (Pisa) sono infatti stati approvati interventi da 1,5 milioni di euro per acquisire o ristrutturare immobili. “Un primo passo – spiegano dalla Regione – nell’ottica del superamento dei 19 campi rom della Toscana”. Manuel Vescovi, capogruppo della Lega in consiglio regionale, attacca: “La ruspa di Rossi? Noi ci teniamo stretta quella di Salvini: la priorità nell’affidamento delle case popolari dev’esser garantita ai toscani” dichiara a ilfattoquotidiano.it.

Rossi: “In 5 anni eliminazione di tutti i campi rom”
I nomadi in Toscana, spiega la Regione, sono 3700 (un migliaio quelli in insediamenti non autorizzati). Gli interventi oggetto del decreto (e quelli previsti per Firenze) permetteranno l’eliminazione di 3 campi rom e la riduzione di un quarto. Di campi ne rimarrebbero quindi ancora 15 con 800 persone ospitate: “Scriverò ai sindaci interessati e li inviterò a presentare progetti”. Il decreto dirigenziale è stato adottato il 3 giugno e prevede l’approvazione e il finanziamento di tre “interventi-pilota in materia di edilizia abitativa a favore di comunità emarginate”. Le domande di finanziamento erano partite a fine 2014. A beneficiare dei fondi saranno Prato (526mila euro), Lucca (884mila) e San Giuliano Terme (160mila) per un totale di un milione e mezzo, soldi reperite dal Fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013. A Lucca il Comune acquisirà 7 edifici della periferia per aumentare l’offerta delle case popolari: “In graduatoria – spiega l’assessore comunale Antonio Sichi – ci sono cento famiglie, di cui 6 rom e sinti. Metteremo tutti sullo stesso piano: anche le famiglie nomadi pagheranno l’affitto, che va da 40 a 250 euro al mese”. A San Giuliano si ristrutturerà un immobile della parrocchia, mentre a Prato sarà risistemata una casa colonica. Tutte le amministrazioni assicurano che non ci saranno disparità di trattamento.

“Non solo a rom e sinti”
La Regione – si legge nel decreto – ha lavorato all’interno di un tavolo per l’inclusione e l’integrazione sociale di rom, sinti e caminanti. “Ma l’intervento che finanziamo – afferma il presidente Rossi a ilfatto.it – non è riservato esclusivamente a rom e sinti ma a tutte le comunità emarginate, a una folta schiera di persone in difficoltà che riceveranno sostegno sulla base di progetti che saranno presentati da enti e associazioni attive in questo campo”. Vescovi però attacca: “E’ scandaloso, essere italiani è ormai diventato un difetto. L’accesso prioritario alle case popolari dovrebbe esser concesso a chi risiede sul territorio da almeno 15 anni, tenendo inoltre in considerazione la situazione reddituale e la proprietà di beni”. Soddisfatto invece Leonardo Marras, capogruppo Pd in Regione: “La ‘ruspa democratica’ è una soluzione sostenibile in linea con gli strumenti utilizzati per tamponare l’emergenza profughi”.

Il “salto” della Lega? Arriva l’assessore alla sicurezza
Un provvedimento che – volontariamente o no – diventa una risposta al successo della Lega Nord in Toscana. Alle Regionali il Carroccio ha incassato il 16% dei consensi (è il secondo partito) contro il 2 delle Europee del 2014 e lo 0,7 delle Politiche del 2013. Nel frattempo una delle iniziative della campagna elettorale di Rossi era stato la sua foto di gruppo con una famiglia rom che scatenò sui social network centinaia di commenti razzisti. “Ma il successo della Lega – risponde Marras – è dovuto alla crisi del centrodestra: Forza Italia si è fermata addirittura sotto al 10%”. Poi però ammette: “Il Pd in questi anni ha forse un po’ sottovalutato la questione sicurezza, lasciando troppo spazio al centrodestra. Rossi lo ha capito e nella nuova giunta ha introdotto la delega alla sicurezza (affidata a Vittorio Bugli, ndr): mi sembra la migliore risposta possibile per indicare un importante cambio di passo”.