Tennis

Wimbledon 2015: il numero 1, l’eroe e la leggenda

I favoriti sono 3: Novak Djokovic, Andy Murray e Roger Federer. Non a caso, gli ultimi 3 vincitori del torneo più ricco e forse prestigioso del mondo del tennis arrivano all’appuntamento con Wimbledon con ambizioni di vittoria supportate dai risultati e uno stato di forma ottimo. Se la forma è fondamentale per scendere sul prato inglese, i dettagli servono a completare il quadro ideale che ogni appassionato tratteggia nella sua mente prima che le chiacchiere lascino spazio alle partite.

La legge dei campi in erba di Wimbledon ci dirà chi tra Djokovic, Murray e Federer, nel quadro reale, sarà colui che verrà ritratto col sorriso mentre alza il trofeo. Un dettaglio non troppo trascurabile ad esempio è il tabellone, Murray sa di correre il rischio di trovare presto, nei quarti l’incognita Nadal. Per Federer il primo pericolo potrebbe essere il quarto con Berdych che lo eliminò proprio nei quarti a Wimbledon nel 2010. Djokovic, dopo l’esordio con Kohlschreiber potrebbe trovare Nishikori, Cilic, forse Wawrinka ma parlando con numeri alla mano, Nole almeno in semifinale ci arriva sempre (nei quarti degli Slam c’è stato sempre dal 2009 a oggi).

Sorprese a parte, torniamo ai nostri 3: Djokovic, il numero 1 del mondo, colui che se non avesse perso la finale del Roland Garros sarebbe l’unico possibile favorito vista la stagione stratosferica che sta portando avanti (41 vittorie e 3 sole sconfitte). Le lacrime parigine del serbo erano diverse da quelle della “leggenda” Roger Federer, un anno fa, sul “suo” prato, quello conquistato sette volte e sfiorato nel 2014 dopo un grande match con Djokovic. Federer pianse consapevole del tempo che scorre e delle occasioni che diventano sempre meno. Sogna un altro slam, il 18esimo, e se c’è un luogo dove lo svizzero può ancora sognare di fermare il tempo, quello è Wimbledon.

Infine Andy Murray, l’eroe di casa che nel 2013 ha riportato il titolo “in casa” dopo un’eternità sa che forse è un gradino sotto i due ma la condizione è ottima, la vittoria del Queen’s è un trampolino perfetto per farsi largo “eroicamente” tra il numero 1 e la leggenda sospinto dal tifo britannico.

I tre affilano le racchette ma in questo quadro immaginario ci ritroveremo alle semifinali dove i protagonisti sono sempre in quattro e non sappiamo cosa, il “grande artista”, il destino, ci riserverà.  Nulla è già scritto e voglio chiudere con le parole di uno che Wimbledon l’ha vinto tre volte, John McEnroe “Ogni match meriterebbe di essere pensato allo stesso modo di un pittore davanti a una tela ancora candida. Quanto meno, questo è il tennis che piacerebbe a me”.