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Mondiali di Vela 2015, in gara anche due migranti africani sbarcati in Sicilia

Elias Orjini, ghanese cristiano, e Muhamed Sabaly, gambiano musulmano, selezionati dalla Comunità di Sant'Egidio per partecipare al prossimo campionato iridato che si disputerà a Barcellona dal 27 giugno al 4 luglio 2015 con un equipaggio di skipper siracusani a bordo della barca "Ottovolante"

Da migranti a skipper al prossimo Campionato mondiale di Vela 2015, in programma a Barcellona dal 27 giugno al 4 luglio. Elias Orjini, ghanese, 26 anni, cristiano, e Muhamed Sabaly, gambiano, di 19, musulmano, sono due migranti giunti in Sicilia a bordo di due barconi, storie identiche a quelle di altre migliaia di persone che stanno fuggendo dalle coste del continente africano per trovare la salvezza in Europa. I due giovani, per la competizione mondiale di vela, saliranno sulla barca “Ottovolante” di un team di velisti siracusani.

L’iniziativa è stata presentata oggi dal Comune di Siracusa, che l’ha promossa insieme al Comune di Pozzallo (Ragusa), alla presenza, tra gli altri, di Giovanni Pizzo (assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti) e dei sindaci di Siracusa e Pozzallo, Giancarlo Garozzo e Luigi Ammatuna. I due migranti sono stati scelti dalla Comunità Sant’Egidio di Catania, della quale sono tuttora ospiti. Elias, fuggito dal Ghana, è scampato al naufragio della sua imbarcazione nella quale hanno perso la vita trecentocinquanta persone. Muhamed, invece, è arrivato sulle coste siciliane con un barcone approdato a Siracusa il 28 settembre 2013.

“Risalire su una barca – ha detto Elias – è stata una forte emozione. Adesso il mio rapporto con il mare è completamente diverso. Mi piace ascoltare in silenzio il rumore delle onde, del vento che fa muovere le vele. E poi le risate con i miei nuovi compagni di viaggio che mi aiutano ad allontanare il ricordo delle urla e dei pianti che facevano da sottofondo al mio primo viaggio dalla Libia verso la Sicilia”. “I giorni della settimana che preferisco – ha detto Muhamed – sono quelli in cui ci alleniamo. Mi piace stare con i miei compagni d’equipaggio che in questi mesi sono riusciti ad insegnarci manovre che inizialmente ci sembravano complicatissime. Ma soprattutto ci hanno insegnato ad amare e rispettare il mare”. “Una scelta voluta – ha detto l’assessore Pizzo – un abbraccio fra religioni e civiltà. Questo è un progetto che parla di politica con la P maiuscola, di vita e di amicizia. Questo è l’unico vero motivo per cui penso che è bello ed utile fare politica: dare segnali di cambiamento, riportare in rotta ciò che sta andando fuori”.