Prove su strada

Mazda CX-3, la prova del Fatto.it – Suv sì, ma con leggerezza – FOTO

Agile e snella, la sorella minore della CX-5 convince per l'abitacolo curato e la buona posizione di guida. Punto debole il bagagliaio, che paga la linea affusolata della coda. Ottimo l'abbinamento col 1.5 turbodiesel

Per la Mazda, la CX-3 è proprio il modello giusto al momento giusto. In un’epoca di folle amore per le “crossover”, in particolare quelle piccole che si guidano come berline, la casa giapponese se ne esce con una Suv lunga 4 metri e 28 dalla linea molto riuscita. E in più la offre con un turbodiesel di 1.5 litri, la taglia più apprezzata dal mercato. La vedi parcheggiata all’aeroporto di Barcellona, che ti aspetta per il test drive, e capisci subito che la CX-3 è un modello che in Italia piacerà parecchio.

E ti stupisci che sia così bassa. Avevi in testa una Suv, e invece ti trovi davanti una berlina: è alta un metro e 55, 10 centimetri più di una Golf, per intenderci. Il sapore della crossover lo danno i passaruota sottolineati dalla plastica nera, che borda anche la parte inferiore di fiancate e paraurti. E la disponibilità della trazione integrale, naturalmente. Le strade di Barcellona sono troppo asciutte per saggiarla – questo è un sistema 4×4 che migliora il comportamento con pioggia e neve, non per andare fuoristrada – ma sufficientemente tortuose per capire il carattere della CX-3. Che è brillante e ha uno sterzo leggero ma diretto e preciso, molto gradevole.

Anche il 1.5 a gasolio dà soddisfazioni. Nonostante la potenza contenuta (105 CV ottenuti con un rapporto di compressione basso, 14,8:1, per contenere i consumi) la CX-3 si muove agile, complice la massa molto contenuta. Fra il manuale e l’automatico, meglio il manuale, un bel sei marce ben manovrabile; non che l’automatico vada male, anzi, ma la appesantisce un po’. Il vero punto di forza della Mazda CX-3, comunque, è l’abitacolo: la plancia è bella e ben fatta, rivestita di materiali piacevoli al tatto senza essere sovraccarica, in ossequio all’aspirazione “premium” del marchio. La posizione di guida corretta si trova in un istante, grazie alle ampie regolazioni che comprendono la profondità del volante e l‘altezza del sedile, utile per accontentare sia chi guida “sportivo” sia chi vuole stare in alto.

A proposito di sportività, la Mazda CX-3 è un’auto divertente, ma non bisogna lasciarsi ingannare dalla sensazione di essere su una coupé. L’assetto è comunque morbido e sulle curve bisogna alzare il piede dall’acceleratore. In compenso, in autostrada si viaggia come su un tappeto di nuvole, e anche i fruscii aerodinamici – che pure si sentono, così come il rombo del motore in accelerazione – non danno fastidio. Sarebbe quasi un’auto da lunghi viaggi, se non fosse che non si possono caricare molte valigie: il bagagliaio è proprio piccolo, e pure rastremato in alto. Perché si sa, per apparire belli e snelli, qualche sacrificio bisogna farlo.

Mazda CX-3, la scheda

Che cos’è: è una piccola Suv, del cosiddetto “segmento B”. Si tratta di una nuova aggiunta alla gamma della Casa giapponese, che finora aveva in gamma una sola crossover, la più grande CX-5. La CX-3 è costruita sulla piattaforma modificata della Mazda2
Dimensioni: lunghezza 4,28 metri, larghezza 1,77, altezza 1,54, passo 2,57
Massa in ordine di marcia compreso il conducente: da 1.230 kg (benzina, manuale, traz. ant) a 1.370 (diesel, automatica, 4×4)
Principali concorrenti: Renault Captur, Jeep Renegade, Fiat 500X, Opel Mokka, Mini Countryman
Motori a benzina: quattro cilindri Skyactiv-G 2.0 aspirato da 120 CV (in abbinamento alla trazione anteriore) e 150 CV (con l’integrale)
Motori diesel: quattro cilindri Skyactiv-D 1.5 turbo da 105 CV
Cambi: manuale a 6 marce oppure (solo su diesel 4×4) automatico a 6 marce con paddle al volante
Trazione: anteriore o integrale
La versione che consuma meno: la 1.5 diesel a trazione anteriore con cambio manuale, omologata per consumi nel ciclo misto di 4,0 litri/100 km ed emissioni di CO2 di 105 g/km
Pregi: bella posizione di guida , interni rifiniti con cura, dotazione ricca per il segmento (a richiesta fari full led, cruise control intelligente, head-up display, abbaglianti adattativi, monitoraggio degli angoli ciechi in autostrada e retromarcia…), 1.5 diesel progressivo e parco nei consumi
Difetti: bagagliaio poco capiente, spazio per quattro persone più che per cinque
Produzione: Hiroshima, Giappone
Previsioni di vendita: 150.000 l’anno nel mondo, di cui 38.000 in Europa. All’Italia ne saranno inizialmente assegnate 4-5.000 l’anno
Prezzi: da 18.800 euro (Skyactiv-G 120 CV, manuale, traz. ant., allestimento base Essence) a 26.750 euro (Skyactiv-D, manuale, 4×4). Il cambio automatico costa 1.750 euro
In vendita: da subito