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Terremoto in Nepal, dopo 9 giorni estratti vivi dalle macerie un facchino e una suora

L’uomo, Pemba Chhewang, e la religiosa, Tenjing Dolma, sono stati trasportati in elicottero in un ospedale. Il numero dei morti accertati sale a 7.365 mentre i feriti sono 14.365. Ancora migliaia i dispersi

Per i soccorritori, dopo 5 giorni dal sisma in Nepal, non c’erano più speranza di ritrovare nessuno sotto le macerie. Ma il 3 maggio sono stati estratti vivi un uomo, ultracentenario, e tre donne. E oggi, a nove giorni dal terremoto che ha devastato la capitale Kathmandu e decine di villaggi, ancora due supersititi, un facchino di 60 anni ed una suora di 23, sono stati recuperati sotto quello che rimaneva di due edifici dai villaggi di Sirdibas e Chhekampar nel distretto di Gorkha. Il quotidiano The Himalayan Times riferisce che l’uomo, Pemba Chhewang, e la religiosa, Tenjing Dolma, sono stati trasportati in elicottero in un ospedale.

Morti, feriti e dispersi – Intanto continua a salire il numero delle vittime accertate. Il ministero dell’Interno ha comunicato che finora i morti sono 7.365, 14.365 i feriti. Non esiste invece alcuna valutazione per i dispersi, che dovrebbero però essere ancora migliaia. Per quanto riguarda i cittadini stranieri, il Centro di informazioni turistiche del Paese, che dipende dal dipartimento del Turismo, ha spiegato che 57 sono rimasti vittime del sisma – 32 sono uomini e 25 donne -, 52 feriti e 109 quelli ancora risultano dispersi. Gli stranieri sono rimasti uccisi, fra gli altri posti, nella valanga provocata dal sisma che ha travolto parte del campo base dell’Everest e nelle regioni di Khumbu e Langtang. I dati sono “basati sulle morti registrate dalla polizia turistica nepalese”, ha detto a Xinhua l’addetto stampa del Board nepalese del turismo (Ntb), Sarad Pradhan. “Il bilancio potrebbe salire perché stiamo raccogliendo altre informazioni”, ha spiegato, precisando che le ambasciate, sulla base delle informazioni di cui dispongono, potrebbero diffondere dati diversi.

Finita la stagione sull’Everest – Il giornale nepalese aggiunge inoltre che la stagione delle scalate sull’Everest è definitivamente chiusa dopo che è fallito l’ultimo tentativo di ripristinare le strutture distrutte da una valanga al campo base, costata la vita a 18 alpinisti. Un team di spedizione sudafricana era pronto a salire in cima sfruttando la ‘finestra’ di beltempo disponibile questa settimana, ma una squadra di ‘ice doctors’, esperti nepalesi specializzati nell’attrezzare vie di scalata dei ghiacciai, ha detto dopo una riunione che “è impossibile” riparare le vie di salita. Quest’anno il governo aveva concesso permessi a 358 alpinisti di 42 spedizioni per scalare l’Everest. Lo scorso anno la stagione era stata sospesa dopo che una valanga aveva ucciso 16 sherpa sopra il campo base.