Società

Il diritto al gioco e una nuova legge nazionale

Pachinko parlourA Modena si è recentemente svolto Play 2015, un bellissimo Festival del Gioco, in due giorni oltre 30.000 visitatori, un vero paradiso soprattutto per i gamers che han potuto provare ogni sorta di novità. Molto interessanti anche le tante riflessioni culturali, quest’anno incentrate sul tema Gioco e Formazione, sul quale si è svolto un seguitissimo convegno.

Sono questi appuntamenti che creano gli anticorpi contro le degenerazioni dell’azzardo: chi ci partecipa non cadrà mai nelle trappole delle slot o dei gratta e vinci.

Su questo concetto erano tutti d’accordo all’incontro dello scorso settembre (a Verona, nel corso del Festival Tocatì) sul gioco d’azzardo. Emersero filosofie diverse per contrastare il dilagare delle azzardopatie. Da una parte chi si muove sul piano legislativo per elaborare una nuova normativa, che comunque contiene elementi assolutamente positivi e condivisibili: dall’uso della tessera sanitaria per verificare la maggiore età al divieto di pubblicità, dal rallentamento dei tempi di giocata con l’introduzione di sistematici avvisi all’obbligo della prevenzione nelle scuole.
 Dall’altra chi ritiene questa normativa troppo blanda, inadatta a scardinare quello stesso sistema criminale che ha portato alla degenerazione odierna: si configura quindi una sempre più diffusa “resistenza popolare”. Su una cosa tutti erano d’accordo: che i valori positivi del gioco sano (ricco di valori culturali e sociali) possono aiutare a contrastare l’alienazione che può derivare dall’azzardo, in particolare dalle slot machine.

Bene. Oggi il pur blando progetto di nuova normativa si è arenato negli scogli finanziari (lo Stato come sempre non riesce a vedere più in là del suo naso), anzi con lo schema di Decreto Baretta si appresta a peggiorare le cose, se possibile.

Dunque c’è chi ha deciso ha deciso di affrontare il problema da un altro punto di vista e sta preparando un progetto di legge nazionale sul Gioco, parliamo del Gioco positivo, dagli inestimabili valori culturali e sociali. E questo progetto è stato presentato proprio a Modena, nel corso di Play, sottolineandone particolarmente il valore di contrasto e prevenzione che può avere nei confronti delle azzardopatie. Sono intervenuti: 
Furio Honsell, Sindaco di Udine e Presidente di GioNA (Associazione Nazionale delle Città in Gioco), 
Filippo Fossati, deputato
, ex-Presidente della Uisp, Raffaella Basana, Assessore al Gioco del Comune di Udine e infine pure il sottoscritto.

Nel prossimo post (che farò a breve, prometto) commenterò in dettaglio le linee generali di questo progetto, ma già ora posso dirvi che sarà un processo altamente partecipativo, tutte la Associazioni che da anni si occupano della diffusione della cultura del Gioco e della prevenzione delle azzardopatie avranno modo di dire la loro e saranno ascoltate.

La prima bozza divulgabile sarà presentata sabato 30 maggio a Carrara, nel corso della conferenza Il lato oscuro del gioco, che si svolgerà nell’ambito della prossima grande manifestazione nazionale sul gioco, Carrara Show, Festival dei Giochi e dei Fumetti (30 maggio – 2 giugno 2015).

E mi raccomando, si dice azzardopatia e non ludopatia, termine che scredita il gioco e nel contempo riduce la percezione del possibile danno.