Diritti

Aborto, primo ok a riforma in Spagna: a 16 e 17 anni serve permesso dei genitori

La legge ha tenuto banco per mesi con proteste e manifestazioni incrociate. I popolari: "Bisogna mettere fine all'aberrazione". Ma le minorenni che nel 2013 hanno interrotto la gravidanza sono state solo lo 0,4%. Imbarazzo per il leader socialista Sanchez che sbaglia e vota sì: "Mi scuso"

Proibito abortire senza il permesso dei genitori. In Spagna per le giovani minorenni qualcosa sta per cambiare: in un’accesa seduta in Parlamento, il Partito popolare, guidato dal premier Mariano Rajoy, è riuscito a riformare, in parte, la discussa legge sull’aborto, reintroducendo l’obbligo per le ragazze di 16 e 17 anni di avere il permesso dei genitori per abortire. L’emendamento presentato modifica la legge approvata nel 2010 dal governo socialista di José Luis Zapatero, che era stata molto criticata negli anni dal PP e della Chiesa cattolica. La legge Zapatero prevedeva che per le maggiori di 16 anni “il consenso per interrompere una gravidanza appartenesse esclusivamente a loro”. Ma anche che “almeno uno dei rappresentati legali, padre o madre o tutori dovrà esserne informato”.

La discussa riforma sull’aborto che ha tenuto banco per mesi, con dure proteste a favore del diritto delle donne, aveva tra l’altro portato alle dimissioni immediate del ministro di giustizia Alberto Ruiz-Gallardón, dopo la marcia indietro del governo. Adesso però, a dieci mesi dalla fine della legislatura, qualcosa è cambiato. Con 183 sì, 135 no e 4 astenuti, quel codicillo che riguarda nello specifico la Ley de Autonomía del Paciente ha ottenuto il primo via libera, così come ha voluto la maggioranza del governo conservatore, di un iter che terminerà una settimana dopo le elezioni amministrative e comunali del 24 maggio.

Nel palazzo del Congresso dei deputati i toni sono stati accesi, a maggior ragione perché l’opposizione considera assolutamente inutile questa modifica, visto che, dati alla mano, le minorenni che nel 2013 hanno abortito senza aver avvertito almeno un familiare rappresentano lo 0,4%. Anzi, molti deputati, come Carmen Montón del gruppo socialista, hanno accusato il governo di giocare con “la salute delle donne” per fini politici. “Non è campagna elettorale” si sono subito difesi dal PP, ma la necessità di metter fine a “un’aberrazione“. Anche se nell’ultimo sondaggio di Metroscopia i popolari non raccolgono buone intenzioni di voto e si fermano al terzo posto (20,8%), dietro Podemos (22,1%) e Psoe (21,9%) e a circa un punto di differenza dal movimento di Alberto Rivera Ciudadanos (19,4%).

Secondo l’opposizione inoltre non è credibile una modifica all’attuale legge, dopo che il governo “ha ritirato la legge e il suo ministro”, come ha dichiarato Joseba Andoni Agirrechea, del Partito nazionalista basco. “È un progetto vigliacco; il governo non ha avuto il coraggio di portare in aula la sua legge “, ha accusato il deputato. Protagonista assoluto della serata in Parlamento è stato però il leader del Psoe, il socialista Pedro Sánchez che, per sbaglio, ha votato a favore della riforma proposta dai popolari, premendo il bottone sbagliato.

Poi si è scusato su Twitter: “Il mio impegno a favore del diritto di libertà delle donne sotto i 18 anni è forte. L’ho sempre difeso pubblicamente. Mi scuso per l’errore” ha scritto, dopo centinaia di commenti polemici e ironici apparsi sui social network.

Twitter @si_ragu