Cronaca

Terremoto dell’Aquila, in 10mila in piazza: “La ricostruzione ancora non c’è”

Un lungo corteo animato da circa 10mila persone che hanno sfilato in silenzio e con le fiaccole in mano hanno raggiunto piazza Duomo, il cuore del centro storico, ancora ferito dal sisma. Stefania Pezzopane, senatrice Pd: "La via crucis degli aquilani, che cade con la ricorrenza di Pasqua, ci aiuta per una resurrezione che ancora tarda, tra cose positive e ancora tanto dolore e tante difficoltà"

Alle 3.32 le campane hanno rintoccato per 309 volte, una per ogni vittima. Gli abitanti dell’Aquila sono tornati in strada, questa notte come la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, quando il terremoto distrusse la loro città. Un lungo corteo animato da circa 10mila persone che hanno sfilato in silenzio e con le fiaccole in mano hanno raggiunto piazza Duomo, il cuore del centro storico, ancora ferito dal sisma. Qui c’è stato il momento più toccante e doloroso, con la lettura dei nomi delle 309 vittime. In loro memoria ci sono stati i 309 rintocchi delle campane della chiesa di Santa Maria del Suffragio, nota come delle Anime Sante. Rintocchi ripetuti alle 3 e 32, orario del sisma. Nonostante il freddo pungente e la concomitanza con la ricorrenza della Pasqua, il sesto anniversario del terremoto del 6 aprile 2009 ha visto una notevole partecipazione. Tra le migliaia di persone, molti giovani: anche se la piazza si è svuotata decisamente prima delle 3 e 32.

Molto partecipata anche da parte delle autorità la Santa Messa seguita al corteo, celebrata nella chiesa di San Giuseppe Artigiano dall’arcivescovo Giuseppe Petrocchi: “Gli aquilani siano comunità unita e siano protagonisti della ricostruzione non delegando alle istituzioni”, ha spiegato nel corso dell’omelia. “La posta in palio è molto importante, nel decennio 2009-2019 si decideranno i prossimi 50 anni della città, quindi la vita della nuove generazioni” ha detto ancora Petrocchi. Il vescovo ha invitato “a non usare più i termini di morti, scomparsi o defunti in relazione alle vittime del sisma. I nostri fratelli sono nella casa del Padre”.

Alla veglia seguita alla messa hanno partecipato in molti, tra cui numerosi familiari delle vittime. Durante la notte sono stati numerosi coloro che hanno visitato la cappella della memoria, dove ci sono le lapidi con i nomi delle 309 vittime, adiacente alla chiesa delle Anime Sante, chiusa per i lavori di recupero. Significativa la testimonianza del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio: “E’ un momento struggente, doloroso, straziante, ma bisogna pensare al futuro con positività, con grande forza e fiducia. Lo Stato sta facendo la sua parte, siamo in una fase di svolta, tutti insieme, in particolare istituzioni e cittadini, si deve reagire. La Regione ci vuole essere”.

Per Marco Alessandrini, sindaco di Pescara: “E’ il primo anno da sindaco, mi sembrava doveroso essere qui, ci riguarda tutti. E’ doloroso passare nei luoghi simbolo del tragico sisma, nessuno può rimanere indifferente. La mia presenza vuole testimoniare la vicinanza mia personale, ma anche quella della collettività pescarese nei confronti dei fratelli aquilani”. Per la senatrice aquilana del Pd Stefania Pezzopane “la via crucis degli aquilani, che cade con la ricorrenza di Pasqua, ci aiuta per una resurrezione che ancora tarda, tra cose positive e ancora tanto dolore e tante difficoltà”. Oggi sono in programma quattro funzioni religiose.

Il sindaco Massimo Cialente ha proclamato per oggi il lutto cittadino: bandiere listate di nero e negozi e bar chiusi per due ore, tra le 9,30 e le 11,30. Sul sito del Comune la voce ‘Sisma del 2009’ occupa uno spazio a parte, con numeri, norme e dati che mostrano come il ritorno alla normalità sia ancora lontano, complice la speculazione che seguì il disastro.