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Turchia, blackout energetico. Premier: “Non escluso atto terroristico”

L'evento, il più grave degli ultimi 15 anni, ha colpito 44 province e sta provocando numerosi disagi, come l’interruzione dei servizi di metropolitana e tram a Istanbul. Nella provincia occidentale di Kocaeli, uno dei poli industriali del Paese, numerose fabbriche sono rimaste chiuse. Anche il ministro all’Energia Taner Yildiz ha ventilato l’ipotesi di un attacco, forse anche "cibernetico"

Un mega blackout energetico ha colpito 44 province della Turchia, comprese Istanbul e Ankara, e le autorità non escludono che possa essere trattato di un atto terroristico. Lo ha detto il primo ministro Ahmet Davutoglu, spiegando che sono in corso indagini e si valutano tutte le ipotesi. Anche il ministro all’Energia Taner Yildiz ha ventilato l’ipotesi di un attacco, forse anche “cibernetico“. “Si è trattato di un errore umano, un disguido tecnico o di un attacco telematico? Stiamo seguendo gli eventi con grande attenzione”. Yildiz ha poi aggiunto che l’elettricità è stata ripristinata in alcune province.

Fonti citate dal quotidiano Hurriyet hanno spiegato che il mega blackout è stato originato da un guasto tecnico nel sistema della compagnia Teias, che gestisce la rete elettrica.

Il blackout, il più grave degli ultimi 15 anni in Turchia, sta provocando numerosi disagi, come l’interruzione dei servizi di metropolitana e tram a Istanbul. Nella provincia occidentale di Kocaeli, uno dei poli industriali della Turchia, numerose fabbriche sono rimaste chiuse. Notizie circolate in mattinata su una “forte esplosione” nella provincia non sono state confermate.