Senato

Pena di morte, fucilazioni in piazza: le proposte choc del senatore Barani

Sono contenute in altrettanti emendamenti al disegno di legge anticorruzione. In discussione a Palazzo Madama. Insorge la senatrice ex M5S Laura Bignami: "Offesa la dignità delle istituzioni". L'interessato si difende: "Solo una provocazione"

Fucilazioni di piazza. Esposizione al pubblico ludibrio. Addirittura la pena di morte. Sono le tre proposte choc presentate in altrettanti emendamenti al disegno di legge anticorruzione in discussione a Palazzo Madama dal senatore del gruppo Grandi Autonomie e Libertà (Gal), Lucio Barani. Che, fra le altre cose, è anche componente della commissione Giustizia, mentre in passato è stato anche un devoto di Bettino Craxi. Quando era sindaco di Aulla, infatti, Barani è stato l’unico primo cittadino d’Italia a partecipare, con tanto di fascia tricolore, ai funerali del leader socialista ad Hammamet. Nel 2003, allo stesso Craxi, Barani ha fatto pure erigere una statua nel centro della cittadina toscana.

“Chiunque compia taluno dei reati di cui al precedente articolo 1 (quello che apporta modifiche alla disciplina sanzionatoria in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, ndr) – scrive Barani nella prima delle tre modifiche al testo da lui proposte – è punito con la fucilazione da svolgersi pubblicamente nella piazza principale della città ove ha sede il Tribunale competente per territorio”. Pena che comunque, secondo il senatore del Gal, “non può comportare la morte del reo”. Degno di nota anche il secondo emendamento a sua firma: “Chiunque compia taluno dei reati di cui al precedente articolo 1 è tenuto a chiedere pubbliche scuse nella piazza principale della città ove ha sede il Tribunale competente per territorio. Vista l’elevata pericolosità sociale di tali reati l’esposizione al pubblico ludibrio non può avere durata inferiore a numero 18 ore, a prescindere dalle condizioni atmosferiche”.

Non è finita qui. Perché nell’ultimo degli emendamenti presentati Barani scrive addirittura che “in deroga all’articolo 27, comma 4, della Costituzione (secondo cui “non è ammessa la pena di morte”, ndr) chiunque compia taluno dei reati di cui al precedente articolo 1 è punito con la pena di morte”.

Ad accorgersi per prima della presenza dei tre emendamenti è stata la senatrice ex M5S Laura Bignami, oggi componente del Movimento X. Che con ilfattoquotidiano.it ha commentato: “Siamo il Paese più corrotto d’Europa ed è da due anni che aspettiamo una legge sulla corruzione. Se quella del senatore Barani era una provocazione non riesco a comprendere a cosa sia finalizzata. L’argomento è serio, come del resto lo è il Senato, e noi ci troviamo a dover valutare e votare simili emendamenti. Mi chiedo – ha concluso Bignami – quando sarà la volta buona per ridare dignità alle nostre istituzioni”.

Interpellato da ilfattoquotidiano.it, il senatore Barani si difende: “Si tratta di una provocazione. Sono un medico, la giustizia è malata e il mio compito è guarirla. L’allungamento dei termini di prescrizione è sbagliato, i processi devono essere veloci e se un magistrato non riesce a farli va sanzionato. Altrimenti meglio i tribunali speciali”.