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Senato, caccia al lobbista: 23 badge per accedere a Palazzo Madama

Sono indispensabili per entrare negli uffici e essere ricevuti. Dietro molti di questi tesserini si nascondono coloro che nell'ombra promuovono gli interessi di aziende e gruppi di pressione. Dipendenti a parte, ce ne sono per giornalisti consulenti, collaboratori, ditte esterne, enti e associazioni

Caccia al lobbista. Nascosto tra i dipendenti infedeli, gli impiegati dei gruppi parlamentari, i giornalisti, gli ex funzionari, i visitatori occasionali o gli ex parlamentari che ogni giorno riescono, con un motivo o con un altro, ad accedere nei palazzi e negli uffici di Camera dei deputati e Senato guidati rispettivamente da Laura Boldrini e Pietro Grasso. Grazie a uno dei tanti badge che le amministrazioni di palazzo Madama e Montecitorio utilizzano per rendere riconoscibili le persone che circolano all’interno.

Contro i lobbisti che continuano senza alcuna regola a svolgere la loro attività di pressione su deputati e senatori in favore di questa o quella azienda, è ormai guerra aperta. Soprattutto da parte dei parlamentari del Movimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo che continuano a denunciare il fenomeno e i tentativi più o meno scoperti di ottenere norme e leggi di favore da parte di questi “portatori di interessi”. Il problema è stanarli, visto che agiscono nell’ombra, usando come scudo le professionalità più disparate e le motivazioni più strane per entrare nei Palazzi. Grazie comunque e sempre a questi ambitissimi tesserini di riconoscimento. Di cosa si tratta esattamente? Per la prima volta, ilfattoquotidiano.it (foto in basso) è in grado di mostrare ai lettori quelli in uso al Senato.

Sono 23 diversi tipi di badge in grado di coprire ogni esigenza. Si comincia da quello blu dei dipendenti, da quello verde riservato al “Gabinetto del Presidente, segreterie particolari, collaboratori dei senatori”, dall’altro dedicato alle persone che lavorano per i gruppi parlamentari. Poi ci sono quelli dei “consulenti dell’Amministrazione” (collaborazioni, stage), delle forze dell’ordine-sicurezza, delle ditte esterne. Seguono i tesserini per il governo, gli enti e associazioni (i più indiziati nella caccia al lobbista), gli altri riservati a giornalisti con accredito permanente e agli ex dipendenti.

E non è finita perché ce ne sono altri 13 “jolly” titolati nella maniera più diversa. Si parte dai 3 dedicati all’”ospite”: ospite generico, ospite delle commissioni, ospite degli uffici di presidenza. Si passa poi a quelli per accedere alla sala del governo, alla banca interna o all’ufficio postale, alle “tribune aula”. Quindi, agli altri previsti per addetti stampa, giornalisti con accredito temporaneo, operatori e operatori tribuna stampa. Infine, i badge per i fornitori, il visitatore della “biblioteca Palazzo Minerva” e quello per l’Archivio storico.