Calcio

Parma calcio, ora Manenti vuol salvare il club con i soldi del finanziere Proto

Oggi a Milano incontro tra il patron della società e il manager nel cui curriculum spiccano un patteggiamento a 3 anni e 10 mesi e una sanzione della Consob di 4,5 milioni di euro per false informazioni e manipolazione del mercato. Manenti: "È un qualcosa in più rispetto a quello che abbiamo di già ma siamo solo all’inizio e vedremo che cosa succederà"

Per dirla alla Roberto Donadoni, sulla carogna del Parma si avventa un altro avvoltoio. Attorno al club ducale, moribondo e in attesa di conoscere il proprio destino nell’udienza prefallimentare del 19 marzo, si aggira anche Alessandro Proto, il manager che ha patteggiato una condanna di 3 anni e 10 mesi per manipolazione del mercato su titoli Rcs e Tod’s, ostacolo all’autorità di vigilanza Consob e truffa. La sedicente promessa della finanza ha incontrato il presidente Giampietro Manenti e il suo collaboratore Fiorenzo Alborghetti. Proto e l’uomo che comprò il Parma a un euro – al momento l’unico scucito per i gialloblù – si sono ritrovati in una sala dell’hotel Principe di Savoia di Milano. Un faccia a faccia che segue l’annuncio di Proto datato 9 febbraio: “Ci sono io dietro l’acquisto del Parma Fc”, cui seguì la smentita di Manenti. Qualcosa di vero, invece, c’era. Oppure il proprietario del Parma, alla disperata ricerca di soldi per presentare alla Procura un piano di salvataggio entro il 12 marzo, dopo diverse promesse sui soldi in arrivo, si è giocato l’ultima carta, affidandosi a Proto. Un altro che di annunci se ne intende.

La meteora della finanza ha in passato comunicato d’aver rastrellato il 2,8% di Rcs MediaGroup radunando quattro finanzieri esteri che gli avrebbero affidato 30 milioni di euro, per poi proseguire con il salvataggio della Fonsai di Salvatore Ligresti e si era detto pronto a scalare Mediaset, Fiat, Tod’s e l’Espresso. Nulla di concreto, se non un patteggiamento a 3 anni e 10 mesi e una sanzione della Consob di 4,5 milioni di euro per false informazioni e manipolazione del mercato. Alla fine in un’avventura editoriale, però, si è imbarcato davvero.

Corriere l’Espresso, nemmeno gli annunciati ingressi nella proprietà de Il Sole 24Ore, Il Fatto Quotidiano, il defunto Pubblico, il quotidiano romano Il Tempo e in uno spicchio di Telecom Italia Media. Ma Il Contropunto, un sito di (contro)informazione tutto suo per il quale a fine maggio la Proto Organization aveva cercato 10 giornalisti attraverso il canale TrovoLavoro del Corsera. Il viaggio però è durato poco, appena un mese. Aperto ai primi ottobre, oggi il sito non è più raggiungibile e l’ultimo aggiornamento del profilo Twitter risale al 23 ottobre.

Passato l’inverno, Proto è ritornato alla carica nelle scorse settimane inviando diversi comunicati per manifestare il proprio interessamento al Parma. Le garanzie? Dice di “operare con i maggiori investitori al mondo da Donald Trump, a Warren Buffet, a Carlos Slim (l’uomo più ricco del mondo) a Mark Zuckerberg”. Chissà se e come avrà convinto Manenti, un altro che di annunci se ne intende. Sky Sport ha raccontato di quando rivelò ai ragazzi che allenava in una piccola squadra di provincia di aver trovato la gallina dalle uova d’oro: vendere olive su eBay. Tutti lo descrivono come un ‘simpaticone’ al quale non manca la parlantina. Identikit simile a Proto, laureato all’università Bocconi ed ex venditore di enciclopedie Garzanti. Poi ha scoperto il mondo dei comunicati stampa e ha annunciato di tutto. Anche l’acquisto del Parma. Manenti ha smentito per un mese, oggi è dovuto tornare sui suoi passi ammettendo di averlo incontrato: “Era la prima volta e non abbiamo mai avuto contatti in precedenza – ha spiegato il numero uno crociato – Con lui ho parlato di questioni legate al Parma ma anche di vicende extracalcistiche. È un qualcosa in più rispetto a quello che abbiamo di già ma siamo solo all’inizio e vedremo che cosa succederà”. Se Buffet e Slim sono ‘qualcosa in più’ rispetto a quello che Manenti ha già, allora il Parma è in buone mani.