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Ucraina, Poroshenko chiede i caschi blu dell’Onu. Mosca: “Così Minsk a rischio”

Il presidente ucraino ha chiesto il dispiegamento delle forze di pace delle Nazioni Unite nell'est del Paese, ma la Russia mette in guardia: "Gli accordi del 12 febbraio non lo prevedono". Londra: "Aerei da guerra russi intercettati a largo della Cornovaglia"

Mentre il cessate il fuoco resta appeso ad un filo, il presidente ucraino Petro Poroshenko ha chiesto il dispiegamento di caschi blu delle Nazioni Unite nell’est del Paese per contribuire a garantire la sicurezza “in una situazione in cui le promesse di pace non vengono mantenute”. Poroshenko è intervenuto nel corso di un vertice di emergenza sulla sicurezza celebrato dopo il ritiro delle forze di Kiev dalla città di Debaltseve, oramai controllata dai separatisti. Lo stesso Poroshenko aveva confermato ieri la fase finale “del ritiro pianificato e organizzato”: l’80 per cento dei militari, aveva precisato, ha lasciato Debaltseve in modo sicuro.

Mosca: “Intervento Onu metterebbe a rischio intese di Minsk”
Una proposta che Mosca respinge nettamente: se il governo di Kiev propone “un altro schema” rispetto alle intese di Minsk, questo potrebbe “distruggere” l’accordo, ha detto l’ambasciatore russo presso l’Onu, Vitali Churkin, citato dall’agenzia stampa russa Ria Novosti. “Gli accordi di Minsk non prevedono questo contingente, che potrebbe minare l’accordo”, gli ha fatto eco il presidente del parlamento di Mosca, Sergei Narishkin. Intanto Eduard Bassurin, uno dei leader dei separatisti filorussi dell’Ucraina orientale, ha accusato Kiev di non avere le idee chiare: “Il presidente Poroshenko dice prima di non aver bisogno di aiuto, poi che serve una missione di peacekeeping“.

Russia, Ucraina, Germania e Francia, intanto, si dicono fiduciose: l’accordo di Minsk del 12 febbraio verrà interamente attuato. A concordarlo sono stati nel corso di una telefonata il presidente russo Vladimir Putin, quello ucraino Poroshenko, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese François Hollande. A renderlo noto è l’Eliseo, in un comunicato, nel quale si sottolinea come i quattro leader abbiano concordato “di attuare rigorosamente l’insieme del pacchetto di misure concordato il 12 febbraio a Minsk”.

Filorussi: “A Debaltseve uccisi 3.088 soldati ucraini”
Negli scontri per la conquista di Debaltseve sono stati uccisi 3.088 soldati ucraini, di cui 40 nella notte: lo ha detto in una conferenza stampa a Donetsk Eduard Basurin, rappresentante del ministero della Difesa dell’autoproclamata repubblica di Donetsk. Ieri Kiev aveva ammesso solo la perdita di 22 soldati, di cui sei durante “il ritiro programma e organizzato” delle unità da Debaltsevo, oggi completato al 90%. Basurin ha fatto sapere anche che le milizie filorusse prevedono di evacuare oggi da Debaltsevo tutti i civili che lo desiderano. A Debaltseve c’erano 25 mila residenti, secondo Amnesty international almeno 7.000 sarebbero rimasti intrappolati nei combattimenti.

Caccia russi intercettati a largo della Cornovaglia
La Bbc ha riferito, citando fonti del ministero della Difesa, che caccia dell’esercito britannico hanno intercettato e affiancato ieri due aerei da guerra russi a largo delle coste della Cornovaglia. Gli aerei della Raf hanno scortato i velivoli russi fuori dai cieli britannici. L’incidente è avvenuto ieri sera. Un portavoce del ministero della Difesa britannico ha, in seguito, spiegato che i due velivoli russi intercettati ieri da jet della Raf erano bombardieri ‘Bear’ e che “non hanno sorvolato lo spazio aereo britannico” ma ”un’area di interesse del Regno Unito”, a largo della Cornovaglia. Un episodio simile era già accaduto a fine gennaio quando caccia della Raf avevano intercettato due bombardieri russi al largo di Bournemouth, nell’Inghilterra meridionale. Allora era stato convocato l’ambasciatore russo a Londra.

Fallon: “Russia minaccia i Paesi Baltici”
Il ministro della Difesa britannico Michael Fallon ha colto l’occasione per lanciare un nuovo allarme: esiste “un pericolo reale ed attuale” che la Russia cerchi di destabilizzare Estonia, Lituania e Lettonia. Mosca, secondo Fallon, potrebbe utilizzare nei paesi del Baltico “la stessa tattica” aggressiva usata in Ucraina. La preoccupazione di Londra, ha ancora spiegato il ministro della Difesa britannico, è che la Russia ”possa fare pressione sui paesi Baltici”, membri della Nato, per mettere alla prova l’Alleanza Atlantica. Ormai non siamo più in una situazione di “guerra fredda”, ha aggiunto Fallon. ”Quando ci sono carri armati che attraversano il confine dell’Ucraina, i jet che attraversano la Manica e i sottomarini nel Mar del Nord, la guerra è già abbastanza calda”. Non si è fatta attendere la risposta di Mosca, secondo cui i commenti del ministro Fallon sono andati “oltre l’etica diplomatica”. Lo ha detto Alexander Lukashevich, portavoce del ministero degli Esteri russo.