Emilia Romagna

Expo 2015, non ci saranno treni speciali per Parma e Piacenza. “Meritiamo di più”

In occasione della manifestazione a Milano, l’offerta di Trenitalia prevede 14 Frecciarossa che collegheranno la città con Bologna, e altri 11 che fermeranno nella stazione Tav di Reggio Emilia. Per i due centri emiliani più vicini non sono previsti nemmeno interregionali o regionali in aggiunta

Sono le città dell’Emilia Romagna più vicine alla Lombardia, ma in occasione dell’Expo 2015 potrebbero essere le più difficili da raggiungere da Milano. Parma e Piacenza rischiano di arrivare all’appuntamento con l’esposizione universale come le grandi escluse d’Emilia e di vedersi passare sotto il naso il flusso di visitatori internazionali diretto nelle stazioni ad alta velocità di Reggio Emilia e Bologna, senza possibilità di offrirsi come tappe alternative. In occasione di Expo infatti, l’offerta di Trenitalia prevede 14 Frecciarossa che collegheranno Milano a Bologna, e altri 11 che fermeranno nella stazione Tav di Reggio Emilia. A Parma e Piacenza invece non solo non transiteranno treni ad alta velocità, ma per il momento non sono previsti nemmeno interregionali o regionali in aggiunta alle corse ordinarie, e mentre per Expo sono stati acquistato 50 nuovi convogli, i viaggiatori provenienti dal piacentino continueranno a viaggiare su quelli del 1965.

A lanciare l’allarme a meno di tre mesi di distanza dall’evento di maggio, sono le associazioni degli industriali delle due città, Unione parmense degli industriali e Confindustria di Piacenza, che insieme agli amministratori locali hanno chiesto che il tratto ferroviario su Milano venga potenziato. “Parma e Piacenza meritano di più e chiederemo che questa dimenticanza venga sanata – hanno detto i presidenti Alberto Figna ed Emilio Bolzoni – Le nostre due città hanno creduto tanto nell’Expo e vogliamo che anche da noi arrivino i visitatori”. Non una questione di campanilismi, spiegano i rappresentanti dei due territori, ma la convinzione che le due realtà d’eccellenza dell’agroalimentare in Italia debbano essere raggiungibili dai visitatori. Senza contare che entrambi i capoluoghi hanno organizzato numerose iniziative collaterali all’evento, in ampliamento all’offerta del salone, e che ora questo sforzo potrebbe essere vanificato dalla mancanza di trasporti”.

A ben guardare, i collegamenti con Parma e Piacenza sarebbero già predisposti e le stazioni sarebbero attrezzate ad accogliere i treni ad alta velocità. Ma è anche vero che ormai all’appuntamento mancano solo tre mesi e non tutti sembrano condividere la richiesta così tardiva. Se l’appello degli industriali è stato condiviso dal senatore Pd Giorgio Pagliari e dai consiglieri regionali della Lega Nord con il vicepresidente dell’assemblea legislativa Fabio Rainieri in prima fila, e tra le Regioni i presidenti Roberto Maroni e Stefano Bonaccini si dicono disposti a confrontarsi sul tema, oltre i confini parmensi e piacentini infatti non tutti la pensano allo stesso modo. “Si sono svegliati tardi”, ha commentato Paolo Gandolfi, ex assessore alla Mobilità di Reggio Emilia e oggi deputato. Ad opporsi anche l’assessore reggiano alla Mobilità Mirko Tutino, che ha spiegato come acconsentire a una richiesta del genere sarebbe antieconomico e poco funzionale perché utilizzare i raccordi con le città senza una stazione per l’alta velocità come Reggio provocherebbe “un intasamento sulle linee locali ed un rallentamento complessivo di tutta l’utenza proveniente da sud”. “Con le altre città – spiega – una proposta di lavoro si può fare, se si superano i campanili. Aumentare le frecce bianche sulla linea storica, lavorare su servizi (bus) per collegare la linea storica alla stazione Mediopadana o le altre città, avendo anche il comodo vantaggio di lasciare a casa la macchina. Purtroppo esiste ancora chi vuole una piccola infrastruttura in ogni città (aeroporti, stazioni AV) senza comprendere che è antieconomico e privo di logica, se si vuole pensare una mobilità intelligente”.

Da Parma però il segretario cittadino del Pd fa notare che gli accordi del 1996 tra Comune, governo e Tav prevedevano per la città ducale 8 treni ad alta velocità, e che quindi il servizio sarebbe un atto dovuto, anche se in passato gli amministratori non hanno fatto valere questo diritto. “Era il pezzo più rilevante delle controprestazioni che il governo e la Tav avevano offerto a Parma per accettare che la Mediopadana andasse a Reggio – spiega Lorenzo Lavagetto – Oltre ai soldi per fare la tangenziale. Poi purtroppo negli anni successivi al 1999 nessuno ha preteso per Parma l’esecuzione di quegli accordi”. I patti sono stati disattesi in passato, ma le conseguenze pesano oggi. Il rischio è che Parma, insieme a Piacenza e anche a Modena, dopo la stazione Mediopadana, perda anche il treno per l’Expo 2015.