Mafie

‘Catturandi’, come si arresta un latitante. Anche Messina Denaro

Matteo Messina Denaro dopo 22 anni, tanti ne sono trascorsi dalla strage di Via dei Georgofili del 27 maggio 1993, è ancora latitante.

Malgrado gli sforzi della Magistratura e di tutte le forze dell’ordine in campo per porre fine alla latitanza di uno dei più pericolosi uomini di “Cosa nostra”, colui che si è vantato di far saltare in aria la Galleria degli Uffizi e in parte vi è riuscito, non è stato ancora arrestato.

Matteo Messina Denaro il capomafia condannato all’ergastolo, con sentenza passata in giudicato, per la strage del 27 maggio 1993, commercia alla grande in tutti quei prodotti che sono alla base dell’alimentazione, dell’energia alternativa e aumenta le sue azioni nelle aziende di primaria importanza di questo Paese. Queste le informazioni che ci raggiungono ogni giorno, attraverso i media.

A Matteo Messina Denaro gli si stringerebbe “un laccio intorno al collo” attraverso l’arresto di parenti e la confisca di beni, ma il suo arresto rimane una pura utopia.

Beni illeciti, quelli confiscati a Matteo Messina Denaro, pari a ingenti quantitativi di denaro ma difficilmente restituiti a chi ne è stato defraudato ovvero a quella parte di società che vive nella legalità e che ha bisogno di lavoro, istruzione e sanità, ovvero di giustizia.

Per tenere alta l’attenzione su tutto questo e molto altro, a memoria di ciò che è toccato ai nostri figli, presenteremo il libro scritto da chi di latitanti di mafia ha concorso ad arrestarne parecchi. IMD un poliziotto della “Catturandi” ha scritto il libro: Catturandi oltre la fiction, volume che  si presta a comprendere il fenomeno della latitanza dei mafiosi rei di strage terroristica eversiva.

Martedì 17 Febbraio 2015 alle ore 18, a Firenze, presso la Libreria Feltrinelli di via Cerretani 32/34, alla presentazione del libro “Catturandi oltre la fiction” Edito da Flaccovio, ci saranno  il Proc. di Palermo Antonino Di Matteo e  il nostro avvocato di parte civile Danilo Ammannato.