Diritti

Famiglie omogenitoriali, il conflitto inconcepibile

Che succede se una coppia di omogenitori litiga? Litiga di brutto, dico. Se litiga al punto da non riuscire più a portare avanti il progetto di crescere insieme un figlio. Se insomma si vuole separare. Un bel casino, succede. Infatti in Italia, a differenza che nelle famiglie normate, non è prevista la regolamentazione di una separazione, consenziente o unilaterale, per una coppia omosessuale, con o senza figli (diversamente sarebbe bislacco assai, non essendo legale l’omomatrimonio!). Quindi discutere di assegni familiari, tempi e modi per vedere il figlio, diritti e doveri di entrambi i genitori diventa un percorso talmente in salita da rischiare lo schianto. E naturalmente i figli ci vanno di mezzo.

Senza dubbio, non è un problema da poco, e vi spiego perché. Mentre il genitore riconosciuto (la madre o il padre biologici) ha tutti i diritti e tutti i doveri che il suo ruolo impone, l’altro (che in un paese civile sarebbe il padre o madre adottivi) in Italia non viene contemplato, quindi nemmeno il legame con il suo bambino – concepito e messo al mondo tanto quanto ha fatto il partner, seppure in modo diverso. Questo significa che, senza il consenso del genitore biologico, non c’è alcuna speranza di poter vedere il figlio, curarlo, prenderlo a scuola, ospitarlo in casa (saltuariamente o prevalentemente), portarlo in vacanza all’estero, e così via. Al contrario, il genitore biologico non potrà pretendere alcunchè dal co-genitore: aiuti economici in primis, ma anche tutto ciò che, in una separazione normale, viene stabilito tra le due parti.

Per capire meglio l’assurdo paradosso e il dramma che molti figli (molti di più dei 100 mila censiti quasi dieci anni fa) rischiano di dover subire per via di un governo che si ostina, nonostante i vari richiami, anche recentissimi, della Cassazione, a non legiferare in merito, ci ha pensato Rete Lenford, un gruppo di avvocati italiani uniti per difendere i diritti delle persone LGBTQI nel nostro vecchio paese. Che, qualche mese fa a Bergamo, ha organizzato, insieme all’Associazione Internazionale Mediatori sistemici, all’Università degli Studi di Bergamo, a Human Right Education, e ad Associazione Italiana Mediatori Familiari, un incontro chiamato Litigious Love con l’obiettivo di fornire una piattaforma di conoscenze pratiche e teoriche sul tema della mediazione familiare applicato alla risoluzione di controversie fra partner dello stesso sesso. Anche Sei come sei, il discussissimo romanzo di Melania Mazzucco aiuta a comprendere la drammaticità di questa situazione: è forse l’unica storia scritta in Italia sul tema, anche se la coppia in questione (due uomini con una bambina) si separa non per un conflitto ma per la morte di uno dei due partner.

Il fatto, insomma, è che una coppia omogenitoriale non può permettersi culturalmente di litigare. Sarà forse per questo che, secondo alcune statistiche, le omofamiglie sono più solide e meno litigiose? Oppure i conflitti restano dentro le mura di casa, danneggiando la vita del bambino, oltre quella dei due partner? Ha fatto molto discutere la separazione tra la figlia di Vecchioni, Francesca, e la sua compagna, coppia-simbolo, fino a poco tempo fa, delle Famiglie Arcobaleno. Renzi stesso aveva scelto Francesca per parlare dell’Italia che cambia, aperta ai diritti civili come il resto del mondo.

E allora viva i Tribunali e i Comuni, più svelti e coraggiosi dei legislatori, che a colpi di sentenze e trascrizioni cercano disperatamente di non perdere troppi passi coi tempi e di non lasciare troppe persone, troppi bambini (futuro della nostra Italia), irrimediabilmente indietro: esclusi.