Società

“Selfie mania”, parodie dell’autoscatto: dai tradimenti alle cadute in motorino

Una serie di video ironici sull'ossessione di scattarsi foto in ogni contesto. L'idea è di Federico Clapis, 27 anni, milanese, star del web: "Con queste clip voglio liberare gli schiavi dei selfie”

Lui e lei litigano. Lui l’ha sorpresa a letto con un altro, e lancia insulti. Lei non fa una piega, a un certo punto annuncia un “selfie”, stende il braccio sinistro e scatta con lo smartphone: la sua faccia in primo piano, sullo sfondo lui e l’altro. Tutti in posa, con un sorriso gigante stampato sulle labbra, come se prima non fosse successo nulla. La scena dura 15 secondi. È una della serie di “Behind a selfie”, i video parodia su quello che accade “dietro al selfie”. Un’idea di Federico Clapis, 27 anni, milanese, star del web. Due compilation da sette clip ciascuna. Del tipo: lui che brontola con la suocera che vuole dei nipotini, lei che fa finta di niente e trascina i volti dentro un autoscatto. Segue in sovrimpressione un hashtag: #happyfamily. Oppure: lui e lei sul motorino, lei vuole a tutti i costi fare una foto insieme, lui no ma cede. Intanto i due si schiantano. Segue autoscatto di visi tristi: #abbiamoilcasco. Lui apre il frigo e trova solo una scatola di pomodori ciliegia. Impreca. Lei immortala l’attimo con nonchalance. Da lite a #cenettavegana per gli amici dei social network.

Ci sono altre decine di sketch in arrivo. “Behind a selfie” è diventato un fenomeno virale. E macina numeri impressionanti: su Facebook la prima serie ha ottenuto oltre 15 milioni di visualizzazioni, la seconda quasi nove milioni. C’era da aspettarselo. Il selfie è una mania dei nostri giorni, un’ossessione per moltissimi. Guardarsi allo specchio fa venire voglia a tutti. Ma a Clapis, youtuber migrato su Facebook, come è venuto in mente questo format? “Stavo girando il promo di una canzone con tanti selfie – spiega -. Non ne potevo più, dovevo trovare un modo per non prenderli sul serio”. Sfruttando i cliché nel rapporto di coppia: “Per allargare il target del pubblico, così attiro l’attenzione anche dei quarantenni. È un ‘Love bugs’ in versione social”.  Francesca Iannuario Melillo fa la parte della fidanzata: “È un’attrice che ho conosciuto online. Lavoriamo insieme da un anno e mezzo”. L’obiettivo? “Voglio liberare gli schiavi dei selfie”. Prenderli in giro per farli un po’ vergognare. Magari ci diamo tutti una calmata.

Rompere i tabù e sfatare i pregiudizi, basta che il tono sia irriverente: una crociata via web che Federico Clapis ha iniziato su YouTube nei panni del “Doctor Clapis”. Una fase di due anni in cui scrive e interpreta canzoni. Ne esce un nuovo genere musicale, un mix tra house e commedia: la House comedy music. I temi: masturbazione, razzismo, omosessualità, disabilità, donne che si atteggiano da “puttanelle”, eccetera. Il Doctor Clapis si esibisce nei locali e nelle discoteche della Milano da bere. Poi perde l’entusiasmo. “Mi sono trovato a fare il musicista senza mai avere avuto una relazione intima con la musica. Non faceva più per me quel ruolo” confessa. Subito dopo lo vediamo in Sudafrica e in Brasile alle prese con leoni, rinoceronti, alligatori, scimpanzé, piranha e babbuini. Lo scopo è provocarli. Il format si chiama “National Geo Clapis”.

La sua testa è sempre in fermento e rinnovarsi è la parola d’ordine. “Youtube è una piattaforma in via di estinzione. Il canale che apri deve avere una sua identità. Ormai inserisco un video ogni 15 giorni. Facebook, al contrario, è variegato, posso postarci di tutto, per questo mi sono trasferito qui”.  Dove ripropone video del passato e presenta le sue ultime creazioni, come la serie #Senzamaschere. “Dò voce alla mie curiosità, ai miei pensieri, metto a nudo me stesso e la mia vita”. Clapis vuole essere uno di noi e piace proprio per questo. Affronta tutto di petto, dal mistero della vita alla fisica quantistica, come nasce una web star, la sua strategia di marketing, sogni e sensazioni, l’abbandono della scuola. “Io ho smesso di andarci a 16 anni – racconta -. Mi avevano sospeso, mia madre ha voluto che cambiassi istituto, alla fine ho finito il liceo scientifico da privatista”.

La sua carriera è un percorso di crescita interiore. Una catarsi del passato, che gli sta stretto. Inizia a 14 anni a organizzare le feste del sabato pomeriggio. Poi nei weekend, i compleanni per i 18enni, gli eventi aziendali. Sempre in pista. “Ero un pazzo imperialista. Tutto questo mi è servito per costruire il mio personaggio e mettere da parte dei soldi. Ma mi ha esaurito. Non volevo finire nella tomba con l’etichetta di pr. Non è solo una questione di apparenza, quel lavoro te lo porti anche a letto, credi di essere quella cosa lì, è un concetto perseguitante”. Quindi “sono esploso come una bolla di sapone. Ho iniziato a mettere la testa nei video, un amico mi ha insegnato a girare e montare”. Oggi si definisce un autore e un attore. “Finalmente posso sperimentare tanti personaggi”. Da autodidatta. “Mi sono formato attraverso la mia vita anziché il teatro”. Adesso i locali e le discoteche li frequenta il meno possibile. “Mi hanno stufato. Chiedo agli amici di venire a casa mia”. Al mattino la prima cosa che fa è andare a yoga. Poi “curo i social, è come badare a un cane”, e monta i video. Presto si cimenterà nel suo primo film. “Il regista è americano, oltre a me ci sono altre tre web star, tra cui Favij, gireremo le scene a febbraio e marzo, tra Hollywood, Marrakech e Italia. Sarà una boccata di ossigeno per me, non vedo l’ora”.

Nel frattempo prova anche la tv. Con Leonardo De Carli, un altro youtuber, cura il backstage dell’ottava edizione di X Factor. “È stata un’esperienza, ma non la rifarei”. Clapis si fa i selfie? “Me li faccio perché sono obbligato, devo alimentare il mio account su Instagram, sennò dovrei chiuderlo. A volte li faccio prima di andare a dormire. Mi fa sentire un pirla”. I suoi fan non sono più solo gli adolescenti. “Al supermercato alcune signore di 40/50 anni mi riconoscono e mi chiedono una foto con la busta della spesa”.