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Israele, muore ministro palestinese dopo essere stato colpito da soldato

"È una barbarie che non può essere né taciuta e né accettata - dice il presidente palestinese Abu Mazen citato da Ynet - Avvieremo i necessari passi dopo aver appreso i risultati delle indagini sulle circostanze della morte

Colpito al petto con il calcio del fucile da un soldato israeliano mentre partecipava a una manifestazione a Ramallah, Cisgiordania. Il ministro palestinese Ziad Abu Ein è morto in ospedale. L’esponente di governo marciava davanti agli altri manifestanti quando è stato fermato da un militare che gli ha dato una testata e poi lo ha colpito al petto. A quel punto Abu Ein è caduto per terra ed è stato portato via in ambulanza.

Secondo quanto riferito dal personale dell’ospedale, il ministro è arrivato in ospedale senza presentare segni di violenza. Tuttavia – secondo i medici – Abu Ein, 55 anni ex ministro dei Prigionieri e ora responsabile del dicastero che monitora l’Occupazione, avrebbe inalato gas lacrimogeni lanciati dall’esercito israeliano durante gli scontri.

Abu Mazen: “È una barbarie che non può essere né taciuta e né accettata”. Riyad al-Maliki, ministro degli Esteri: “Israele pagherà”

“È una barbarie che non può essere né taciuta e né accettata – dice il presidente palestinese Abu Mazen citato da Ynet  -. Avvieremo i necessari passi dopo aver appreso i risultati delle indagini sulle circostanze della morte. Il leader dell’Anp ha condannato “i continui attacchi del governo israeliano al popolo palestinese” e ha dichiarato “tre giorni di lutto per la morte del capo del Comitato per la resistenza contro il muro e gli insediamenti, nonché membro del Consiglio rivoluzionario di Fatah”.Più duro il commento di Riyad al-Maliki, ministro degli Esteri palestinese: “Israele pagherà” per la “uccisione” di Ziad Abu Ein. “L’esercito israeliano – dice il portavoce militare Peter Lerner – sta indagando sulle circostanze della morte del ministro palestinese”.

Secondo le immagini che appaiono in un video su Youtube si vede dapprima Abu Ein discutere animatamente con un soldato, poi in altri frammenti il militare che lo spinge all’indietro mettendogli le mani sul collo e in altre ancora il ministro che si sente male. L’esercito – sempre tramite il portavoce – ha annunciato di aver aperto un’inchiesta sull’incidente e che un patologo israeliano parteciperà all’esame congiunto sulle circostanze della morte del ministro. Decisione questa presa di comune accordo dai responsabili della sicurezza, l’israeliano Yoav (Poli) Mordechai e il palestinese Hussein Al-Sheikh.

In un video su Youtube si vede Abu Ein discutere con un soldato, poi in altri frammenti il militare che lo spinge mettendogli le mani sul collo

L’intera leadership di Ramallah ha condannato i fatti: per il negoziatore capo palestinese Saeb Erekat “l’uccisione del ministro Abu Ein è un ulteriore esempio delle feroci e arroganti azioni commesse da Israele contro i palestinesi”. La morte del ministro ha inevitabilmente rialzato la tensione. Mercoledì sera sono segnalati incidenti con l’esercito a Qalandya e nel campo profughi di Jalazoun, con un ragazzo di 14 anni, secondo fonti palestinesi, ferito in modo serio. Abu Mazen ha convocato una riunione d’emergenza dei responsabili palestinesi nella quale – ha fatto sapere l’esponente di Fatah Jibril Rajoub – il leader potrebbe arrivare ad annunciare la “fine della collaborazione” di sicurezza con Israele. Una mossa che rischierebbe di compromettere in maniera seria lo scenario già disastrato delle attuali relazioni tra le parti. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha inviato un messaggio all’Anp assicurando che Israele indagherà “sull’incidente” e si è appellato a “mantenere calma la situazione e ad agire responsabilmente”.

Il quadro d’altra parte è ulteriormente complicato dall’annuncio che a giorni sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu potrebbe approdare una proposta di Risoluzione che prevede la fine dell’occupazione israeliana dei Territori entro la fine del 2016. Eventualità contrastata con forza da Israele e dagli Usa e che ha spinto il segretario di Stato John Kerry a programmare una visita a a Roma domenica prossima e subito dopo incontrare Netanyahu in modo da coordinare i passi necessari per fronteggiare la situazione.