Politica

Casapound, Di Stefano: ‘Se non c’era il fascismo, ora eravamo nel Terzo Mondo’

Con la Lega di Salvini vogliamo fare un’alleanza, ma la condizione è che non ci sia Berlusconi con Dudù e tutte queste menate”. Sono le parole di Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound a “La Zanzara”, su Radio 24. “Non si può stare in Europa con Marine Le Pen” – spiega – “e poi allearsi in Italia con chi sta nel Ppe. Noi siamo pronti a fare con Salvini un soggetto fortemente identitario, sociale, sovranista, lontano dal centrodestra e da Berlusconi”. Di Stefano commenta poi le dichiarazioni rilasciate allo stesso programma radiofonico da Loris Narda, l’attivista dei centri sociali investito dall’auto di Salvini, durante la sua visita nel campo rom di Bologna. Il ragazzo ha accusato Casapound di “dare fuoco ai campi nomadi” e di “accoltellare chiunque abbia un’idea diversa”. “Narda con le sue manine” – ribatte il leader del movimento – “ci dovrà firmare tanti assegni per finanziare Casapound per le querele che gli arriveranno già domani mattina. Loro inventano le storie e si sentono autorizzati a fare qualsiasi nefandezza. Gli leviamo pure le mutande, lo mandiamo a lavorare”. E aggunge: “Tutti i giornalisti de Il Fatto Quotidiano, del Corriere e di Repubblica hanno fatto questo ragionamento: Salvini stava provocando, quindi è stato giusto che qualcuno sia venuto lì ad assalirti. Nessuno si è chiesto se la manifestazione dei centri sociali era autorizzata dalle forze dell’ordine. E non hanno fatto nessun primo titolo sul cronista de Il Resto del Carlino mandato in ospedale dagli ‘antagonisti’. Quando questa gente” – continua – “prova ad assaltare noi, non li facciamo neanche finire di parlare. Scappano.Non ci facciamo chiudere la bocca o cacciare da questi che vogliono distribuire le patenti di democrazia”. Di Stefano poi si dichiara orgogliosamente fascista: “Il fascismo ha fatto tutto. Comprese le strade dove viaggiate anche voi oggi. Se noi non avessimo avuto il fascismo, a quest’ora saremmo stati nel Terzo mondo. Infatti ci stiamo tornando. Per fortuna che c’è stato il fascismo” di Gisella Ruccia