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Isis, allarme in Francia: “Almeno 40mila detenuti sensibili a richiamo della jihad”

Lo si legge in un rapporto dell'Amministrazione penitenziaria d'oltralpe: nelle prigioni i segnali di una accentuata radicalizzazione hanno lasciato il posto ad un proselitismo molto più discreto "e quindi più difficile da individuare"

Un rapporto sull’Islam radicale nelle carceri francesi rivela che ci sarebbero almeno 40 mila detenuti sensibili alle istanze dell’Isis. Il 60% della popolazione carceraria in Francia può essere considerata come di cultura islamica e la radicalizzazione islamica è probabile per diverse centinaia di altri prigionieri. E’ la conclusione del rapporto redatto dal deputato dell’UMP William Larrive che si occupa del bilancio dell’amministrazione penitenziaria per il 2015. Si dice a favore di “una terapia d’urto per l’anti-radicalizzazione verso i detenuti” dal momento che oggi si vedono i frutti di un’attività di proselitismo che l’amministrazione penitenziaria aveva evidenziato già dal 2008.

Ecco che dopo la notizia di due giorni fa, secondo cui la Tunisia è stata classificata come il Paese che più di tutti invia combattenti tra i militanti dell’Isis, oggi ad aumentare la tensione in Europa ci pensa questo report d’oltralpe. Larrive ricorda che nelle carceri francesi i segnali verso l’esterno di una accentuata radicalizzazione sono quasi completamente scomparsi, lasciando il posto ad un proselitismo molto più discreto, sottotraccia “e quindi più difficile da individuare”. Si tratta secondo il deputato dell’Ump di una “strategia di occultamento già teorizzata in passato da alcuni radicali”.

Le Figaro l’ha definito come il “flagello” dell’Islam radicale nelle carceri. Che lo sia lo dimostra il caso del ministro degli interni, Bernard Cazeneuve, autore del disegno di legge sulla lotta contro il terrorismo, che prevede tra le altre cose un ordine di blocco amministrativo ai siti internet che glorificano il terrorismo ed un’analisi approfondita proprio negli istituti carcerari ad alta densità di detenuti con origini islamiche o in contatto con gruppi salafiti. Secondo fonti francesi gli inquirenti stanno monitorando i processi di cristallizzazione religiosa che si attuano proprio perché in contatto ravvicinato con i gruppi più fanatici. Un caso su cui si è espresso pubblicamente anche François Molins, procuratore capo di Parigi, che parla di proselitismo di natura estremista.

Ad oggi, sono circa 150 gli islamisti radicali individuati che operano per incrementare l’attività di proselitismo nelle carceri francesi, come risulta dal rapporto confidenziale fornito dall’Amministrazione Penitenziaria pubblicato da Le Figaro già dal 2008. I gruppi terroristici usano molti forum e siti web per cercare di reclutare sostenitori, ha detto pubblicamente nei mesi scorsi lo stesso Cazeneuve: è la ragione per cui i servizi sono stati a lungo allertati per monitorare siti discutibili e comunicazioni riguardanti le carceri. Tuttavia è sbagliato dire che il reclutamento avverrebbe “esclusivamente” su Internet: secondo il ministro, diversi casi recenti mostrano che i candidati pro jihad sono avvicinati anche da rapporti di vicinato specialmente in carcere, dove si radicalizzano alcuni detenuti.

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