Guido al limite

Guido al limite – Ebola: psicosi made in Usa, gli infermieri di Halloween e l’aviaria di Bush

La rubrica di notizie ai margini della realtà.....o quasi. In questa puntata: le world series di baseball, Jay Leno compra la sua 131ma automobile (e ha già 90 motociclette), il cestista Tristan Thompson bacia la bordocampista della Fox e lo accusano di sexual harassment

Se seguite gli sport d’oltre oceano, queste settimane vi faranno felici. A parte dei gran match di football americano (dove, per tornare sull’argomento moviola, l’istant replay continua a togliere di’impaccio gli arbitri…) sono infatti iniziate le world series di baseball. A giocarsi il titolo della disciplina definita da tempo come “il passatempo preferito degli americani” ci sono i Giants di San Francisco, tre volte finalisti negli ultimi cinque anni e i Royals di Kansas City, che mancano invece dalla finale da ben ventinove stagioni. Se vi interessa, i Giants originariamente erano a New York e si spostarono sulla west coast (dove il baseball professionistico non esisteva) nel 1958, seguendo altre formazioni provenienti dalla grande mela come i Brooklyn Dodgers (ora a Los Angeles) e gli Athletic’s (adesso ad Oakland). Il nome Royals non ha invece nulla di aristocratico, per una città come Kansas City che vive di agricoltura. Deriva infatti dal “Kansas Royal” la piu’ grande fiera del bestiame del midwest americano… 

Automobili, Jay Leno a quota 131
Con il suo ultimo acquisto, il parco macchine del conduttore televisivo Jay Leno, re della seconda serata americana, è arrivato a 131, alle quali vanno aggiunte ben 90 moto. La sua collezione può contare di rarissimi modelli ma anche di macchine comuni che hanno fatto la storia dell’automobile, spaziando un po’ dovunque, dalle marche alle nazionalità ai tipi di vetture. Molte sono le italiane, con ricercatissime Ferrari e Lamborghini a fare la differenza, ma anche con una meravigliosa 500 L rossa, importata direttamente dal bel paese.

Ebola, la psicosi è made in Usa
Gli americani, che sono un popolo con tanti pregi ma anche con il difetto di farsi impressionare e prendere dal panico più facilmente di altri, si stanno preparando all’arrivo sul suolo statunitense della classica influenza invernale, il cui ceppo è già stato isolato da tempo. Il problema è che con la psicosi Ebola che si sta diffondendo sempre più, aumentano di pari passo i casi di cittadini che hanno contratto solamente la puntuale influenza stagionale ma che invece vengono isolati e trattati come possibili contagiati dal virus africano. Ad oggi sono già decine i casi definiti di “miss ebola” la maggior parte dei quali riguardanti persone che, dopo aver trascorso del tempo con gente tornata da un viaggio in Africa, si sono lasciate suggestionare da qualche linea di febbre. Se vi interessa, a fronte di un solo deceduto sul suolo americano per l’Ebola, ogni anno sono più di 30.000 i morti per cause da collegarsi all’influenza “della porta accanto”.

Quando Bush disse: “L’aviaria farà un milione di morti”
Sempre sulle psicosi degli americani ed ancora di più di chi li governa, sono andato a riprendere le dichiarazioni di George Bush sulla possibile epidemia di influenza aviaria che avrebbe dovuto colpire gli Stai Uniti. Le stesse risalgono al 1 novembre 2005, con l’allora presidente Usa che disse di aspettarsi tra i “200.000 e il milione di morti” nella sola America del nord chiedendo ed ottenendo fondi dal congresso per 7 miliardi di dollari per acquistare dei vaccini che si rivelarono da li a qualche mese assolutamente inutili.Quello che secondo molti è stato il peggior presidente della storia americana disse anche che l’unico modo per fermare realmente l’aviaria,sarebbe stata l’imposizione delle legge marziale (no, non è la trama di un romanzo di Ray Bradbury…). 

Ebola, ad Halloween tutti infermieri
E per chiudere sull’argomento ebola e dintorni, pare che il costume più gettonato per la prossima serata di Halloween sia proprio quello ispirato ai medici ed infermieri in tuta da isolamento. I negozi che vendono abbigliamento medicale ne hanno esaurito le scorte e non per quella che definerei “la giusta causa”. E per chi non è riuscito a comprarsi il completo intero originale, ci sono sempre i siti che vendono costumi che si sono ovviamente attrezzati. Per vedere con i vostri occhi, andate a dare un’occhiata su www.brandonsale.com cercando la pagina di Halloween. Tristezza assoluta…

Illinois, tour nel cimitero per vendere i loculi
Il cimitero di Springdale, Illinois, è in crisi, nel senso che i “pre acquisti” di tombe e loculi sono drasticamente diminuiti negli ultimi anni. Dopo una veloce analisi di mercato, il direttore del camposanto ha deciso di affrontare il problema con un approccio commerciale molto diretto, organizzando una serie di eventi con lo scopo di focalizzare l’attenzione sulle peculiarità del suo “prodotto”. Tra questi eventi spicca la “notte dei resuscitati” con gli attori di una vicina compagnia teatrale che fanno rivivere i locali personaggi di rilievo, sepolti nel cimitero, che fu inaugurato nel 1859. Non male neppure la corsa non competitiva di 5 chilometri, con arrivo nel viale che raccoglie i monumenti tombali più caratteristici del luogo.

Il campione bacia la giornalista, è polemica
E chiudiamo con Tristan Thompson simpatico giocatore di basket in forza ai Cleveland Cavs, la squadra dove di recente è ritornato Lebron James. Durante un’intervista nel dopo partita di un’amichevole, Thompson si “sarebbe permesso” prima di fare i complimenti e poi di baciare sulla guancia la graziosa Alle Clifton, bordocampista della Fox. Dopo il bacio Thompson è corso via ammiccando in maniera del tutto innocente, lasciando sola l’imbarazzata ma sorridente reporter a ridare la linea allo studio. In un mondo normale sarebbe dovuto finire tutto lì invece nell’America dove i bigotti arrivano sempre puntuali sulla “preda”, decine di siti, radio e televisioni hanno crocefisso il povero Tristan,accusato di “sexual harassment” aggravato dal live televisivo. A sorpresa anche il solitamente liberale e progressista Yahoo ha partecipato al massacro mediatico del giocatore.