Scienza

Eruzioni vulcaniche, dal lago di Ohrid dati per capire la storia dell’attività in Italia

"I dati raccolti aiuteranno a prevedere l'impatto ambientale di future eruzioni vulcaniche anche italiane" spiega a ilfattoquotidiano.it Giovanni Zanchetta, il ricercatore del dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa che ha condotto il team di esperti. Tra questi, studiosi del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e dell'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia

È stata scoperta l’età della distesa d’acqua più antica d’Europa: ha più di un milione di anni il lago di Ohrid, noto come Ocrida, patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco, 32 chilometri d’acqua limpida situati per due terzi in Macedonia e per il resto in Albania. Il risultato è frutto di uno studio internazionale. “I dati raccolti aiuteranno a prevedere l’impatto ambientale di future eruzioni vulcaniche anche italiane” spiega a ilfattoquotidiano.it Giovanni Zanchetta, il ricercatore del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa che ha condotto il team di esperti. Tra questi, studiosi del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

I carotaggi, campionamenti di terreno estratti in profondità, sono stati effettuati in cinque diversi punti del lago a partire dal 2013, per un totale di oltre due chilometri di “carote”, ora conservate all’Università tedesca di Colonia. Grazie a queste, è stato possibile ricostruire la storia dei cambiamenti climatici e biologici della zona, ma soprattutto quella delle eruzioni vulcaniche avvenute anche in Italia.

Zanchetta, 49 anni, spiega: “Lo studio delle carote sta permettendo di recuperare decine se non centinaia di livelli di ceneri vulcaniche per gran parte prodotte dall‘attività eruttiva a carattere esplosivo dei vulcani italiani consentendoci di ricostruire la storia eruttiva e la frequenza di questi eventi. Inoltre ci mostra come molte di queste eruzioni siano riuscite a disperdere ceneri a centinai di chilomentri di distanza dai centri eruttivi arrivando fino al lago. Questo vuol dire che le aree interessate dalla ricaduta e dagli effetti delle ceneri vulcaniche sono stati molto ampie in passato. Siamo però solo all’inizio dell’analisi e nel futuro avremo informazioni molto più dettagliate e precise”.

Il lago di Ohrid ci aiuterà anche a prevedere i possibili effetti distruttivi delle eruzioni future. “Conoscere la dispersione delle ceneri vulcaniche nel passato permette di creare modelli di dispersione che possono aiutare a capire i possibili areali di impatto e quindi fare delle previsioni per il futuro. Le eruzioni a carattere esplosivo disperdono ceneri su vaste aree creando problemi alla navigazione aerea, possono inquinare falde e distruggere raccolti a causa del contenuto di sostanze che sono presenti nelle ceneri vulcaniche” spiega il ricercatore.

Il lago balcanico è un patrimonio dell’umanità dal 1979 grazie alla sua stupefacente biodiversità: tra flora e fauna conta circa 212 specie endemiche“Ohrid, da questi studi, si conferma più giovane del previsto ma ancora il più vecchio d’Europa. E questa è una sorpresa molto importante per i biologi perché l’eccezionale numero di specie endemiche si deve essere formato in un tempo molto minore rispetto a quanto previsto da alcune ipotesi precedenti” conclude lo scienziato toscano.