Politica

Province, a Massa Carrara resa dei conti all’interno del Partito democratico

Una battaglia politica che ha portato a una profonda spaccatura e al rischio di commissariamento del partito locale. I dem hanno infatti presentato due liste: una che appoggia Alessandro Volpi, sindaco di Massa, nato dal civismo e appena tesserato, renziano; l'altra che sostiene la candidatura di Narciso Buffoni, al terzo mandato di sindaco di Montignoso, cuperloniano purosangue

A Massa Carrara l’elezione della nuova Provincia si è trasformata in una resa dei conti all’interno del Partito democratico. Renziani contro cuperloniani, nuovo contro vecchio, quelli della Lunigiana contro quelli della costa. Una battaglia politica che ha portato a una profonda spaccatura e al rischio di commissariamento del partito locale. I dem hanno infatti presentato due liste: una che appoggia Alessandro Volpi, sindaco di Massa, nato dal civismo e appena tesserato, renziano; l’altra che sostiene la candidatura di Narciso Buffoni, al terzo mandato di sindaco di Montignoso, cuperloniano purosangue. La lista non renziana, tuttavia, secondo il partito regionale, ha presentato la candidatura in modo illegittimo “contro i principi del Pd” ed è stata quindi diffidata dall’uso del simbolo del partito.

Una terza lista, poi, di centrosinistra è stata presentata dai socialisti, che appoggiano Volpi. Il centrodestra, dopo aver tentato l’alleanza con il Psi (e la candidatura di Angelo Zubbani, sindaco di Carrara) si è presentato solo, con un’unica lista, che sostiene la candidatura di Lucia Baracchini, sindaco di Pontremoli, conosciuta dalle cronache locali per una contestata ordinanda anti accattonaggio. Il Movimento 5 Stelle si è tirato fuori. “Se le dicono e se le fanno, come possiamo entrare a far parte di un ente che non è stato nemmeno eletto dai cittadini?”, commenta il capogruppo consiliare di Massa, Riccardo Ricciardi. A “scremare” il numero di liste ci ha pensato l’ufficio elettorale, ammettendone solo due: quelle di Buffoni e quella della Baracchini. Le altre presentavano difetti di forma.

A dominare il palco del teatrino politico in questi giorni, tuttavia, è la lotta intra-Pd. Una partita giocata tutta a porte chiuse, tra una manciata di politici. Cosa che ha creato mal di pancia anche fra la politica stessa. “Un dibattito chiuso e fra pochi privilegiati. Il sindaco della città capoluogo ha diritto e dovere di misurarsi su questo ulteriore banco di prova con cittadini e colleghi”, ha lamentato il consigliere comunale di Massa, Simone Ortori, di Led (Libertà e diritti). Troppo tardi: les jeux son faits; il Pd ha deciso il candidato del centrosinistra. Da solo. Fino a sabato sera sembrava che quello ideale fosse il sindaco di Massa, Volpi, appoggiato dal civismo, dai renziani e da una parte degli storici democratici. Poi, domenica mattina si è consumata la rottura. La segreteria provinciale fa la sua proposta: la candidatura di Volpi in cambio della ricandidatura del lunigianese Loris Rossetti al consiglio regionale: un candidato di costa per uno della Lunigiana, insomma. I volpiani non accettano e a quel punto la segreteria provinciale si riunisce e indica Narciso Buffoni come candidato del centrosinistra alla Provincia. Gli altri non ci stanno: firmano un ricorso d’urgenza alla commissione di garanzia regionale e all’ultimo secondo contro-candidano Volpi.

Nel frattempo arriva anche l’ammonizione dalla segreteria regionale del Pd, guidata dal renziano Dario Parrini, nei confronti della lista pro-Buffoni. In una nota durissima il partito condanna come illegittimo il modo il cui il Pd apuano ha scelto la candidatura e gli proibisce di usare il simbolo. “È del tutto illegittimo, nonché motivo di acuta inquietudine – si legge nella nota – Ignorando l’obbligo di convocare la direzione territoriale, è giunta ieri al varo della lista per il consiglio provinciale e all’indicazione del candidato a presidente della provincia nella persona di Narciso Buffoni. Scelte del genere, proprio in quanto palesemente illegittime, non possono essere compiute in nome e per conto del Partito Democratico”. Il Pd Toscana annuncia anche provvedimenti sul caso, che hanno tutto il sapore del commissariamento. “Il Pd non è un bene di qualcuno. È un bene comune, che appartiene a tutti i suoi iscritti ed elettori – chiosa la nota – Ed è proprio per tutelare i diritti degli iscritti e degli elettori del Pd di Massa-Carrara che il Pd regionale ribadisce con fermezza che il rispetto delle regole non può essere un optional. In settimana ci riuniremo per decidere del futuro del Pd Massa-Carrara”.