Cronaca

Ciro Esposito, la perizia: “De Santis ha sparato quando era già a terra ferito”

Secondo gli investigatori, l'ultras romanista avrebbe tentato di sfuggire alla carica dei tifosi napoletani. Caduto a terra sarebbe stato aggredito, probabilmente con un coltello a serramanico, e in quel momento avrebbe esploso i colpi che hanno ucciso l'ultras partenopeo.

“Si ritiene che Daniele De Santis, sopraffatto dagli aggressori, ferito e sanguinante, con le mani sporche del suo stesso sangue, abbia impugnato l’arma ed abbia esploso i quattro colpi, ferendo i tifosi napoletani”. Lo scrive la perizia del Racis, il raggruppamento di investigazione scientifica dei Carabinieri, ordinata dal gip riguardo all’inchiesta relativa all’omicidio di Ciro Esposito, il tifoso napoletano ucciso da un colpo di pistola nel prepartita della finale di Coppa Italia del 3 maggio tra Napoli e Fiorentina. Dagli ultimi accertamenti risulta che l’ultras romanista, nel tentativo di sfuggire alla carica del gruppo di tifosi napoletani, sia caduto e, già ferito, abbia esploso i colpi che hanno ucciso il 30enne sostenitore partenopeo.

De Santis è accusato dalla Procura di Roma di omicidio volontario. Nel fascicolo relativo alle indagini si legge che il gruppo di ultras romanisti, tra cui si trovava De Santis, ha attaccato un pullman di tifosi del Napoli diretti allo stadio Olimpico di Roma. Quando i supporter giallorossi si sono accorti della reazioni di un gruppo di sostenitori della squadra azzurra si sono dati alla fuga, ma De Santis, mentre cercava di chiudere il cancello del circolo Ciak che porta alla sua abitazione, a Tor di Quinto, è caduto e, si legge nel fascicolo, “viene aggredito e inizia a perdere abbondantemente sangue. Non si esclude che in questa fase sia stato utilizzato il coltello a serramanico per mano di uno dei tifosi partenopei”.

Tommaso Politi e Michele D’Urso, legali del tifoso romanista, hanno dichiarato che “sembra doveroso che le indagini della Procura siano volte anche a chiarire la dinamica di quello che a tutti gli effetti appare un tentativo di omicidio nei confronti del nostro assistito”. Gli avvocati di Daniele ‘Gastone’ De Santis sostengono l’incompatibilità della versione dell’attacco al pullman napoletano con le nuove rivelazioni degli investigatori: “La dinamica dei fatti che è stata ricostruita – dicono -risulta essere palesemente incompatibile con la tesi dell’agguato, soprattutto laddove si evidenzia che il De Santis ha subito una brutale aggressione già prima del momento degli spari”. I due legali sostengono la tesi dell’aggressione da parte dei tifosi napoletani nei confronti del loro assistito che è stato ferito con “diverse coltellate all’addome”.