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Europei di atletica leggera, secondo oro per l’Italia: Daniele Meucci vince la maratona

Il successo dell'atleta pisano nella sua terza gara in questa specialità: "Vogliamo provare a proseguire sulla strada della grande tradizione azzurra in questa disciplina". E' il primo podio del settore maschile, il terzo per gli azzurri dopo il successo di Libania Grenot nei 400 e l'argento di Valeria Straneo nella maratona femminile

Daniele Meucci ha conquistato la medaglia d’oro nella maratona ai campionati europei di Zurigo. Il 28enne pisano dell’Esercito ha trionfato con il tempo di 2h11’08” precedendo il polacco ma etiope di nascita Yared Shegumo (2h12’00”) e il russo Aleksey Reunkov (2h12’15”). L’azzurro ha tagliato il traguardo sventolando un tricolore preso dal pubblico. Per l’Italia è la terza medaglia in questa rassegna continentale, dopo l’oro di Libania Grenot nei 400 metri e l’argento di Valeria Straneo sempre nella maratona.  Settimo posto per l’altro italiano Ruggiero Pertile in 2h14’18”. Il terzo italiano al traguardo è il 22enne Michele Palamini che conclude il suo battesimo in Nazionale al 32esimo posto (2h21:32). Ritirati, invece, gli altri tre azzurri Andrea Lalli, Liberato Pellecchia e Domenico Ricatti.

In questa specialità Meucci ha debuttato nel 2010, dopo aver gareggiato a livello internazionale (anche ad alti livelli) nel mezzofondo, in particolare 3mila piani, 5mila e 10mila. A Zurigo il corridore toscano ha fatto registrare il primato personale alla terza maratona in carriera al termine di un attacco che dal 35esimo chilometro lo ha portato da solo al comando della gara. Meucci ha migliorato il primato personale di quasi un minuto rispetto al 2h12’03” da lui corso a New York nel 2013. L’azzurro ha completato così anche la sua “collezione” di medaglie nella rassegna continentale dopo il bronzo di Barcellona 2010 e l’argento di Helsinki 2012 nei 10mila metri, specialità che mercoledì scorso qui a Zurigo lo aveva visto piazzarsi sesto. E’ la quinta volta che un maratoneta italiano sale in cima al podio degli Europei. I nomi che hanno preceduto Meucci sono di quelli degli olimpionici Gelindo Bordin (nel 1986 e nel 1990) e Stefano Baldini (nel 1998 e nel 2006).  

“Questa è solo la mia terza esperienza in maratona, quindi spero di avere ancora tanta strada da fare – commenta Meucci – In passato l’Italia ha avuto grandi atleti che sono entrati nella storia dello sport e vogliamo provare a proseguire su questa strada. Sto lavorando, stiamo lavorando, per continuare la grande tradizione italiana della maratona”. L’atleta dell’Esercito ha condotto una gara senza interessarsi del riscontro cronometrico. “Non ho mai guardato il cronometro”, spiega, con le lacrime agli occhi per la felicità, dopo il traguardo: “In realtà non volevo nemmeno indossarlo, ma Massimo Magnani (l’allenatore, ndr) mi ha detto di metterlo. Non mi è mai servito, infatti ho preso solo due ‘lap’ e il tempo sta ancora scorrendo. Ho badato solo a me stesso, alle mie sensazioni e al comportamento degli avversari”. L’azzurro racconta con lucidità il momento decisivo della gara: “Al 35esimo chilometro Massimo mi ha detto che stavo bene e che dovevo andare. Io ero un po’ in dubbio, mi sembrava troppo presto ma ho avuto fiducia. Fiducia in me e nel nostro lavoro, ho ascoltato il consiglio e ha avuto ragione. Le sue parole mi hanno dato una grandissima consapevolezza e in quel momento ho capito che avrei vinto”. Dal momento del sorpasso il dominio di Meucci è diventato evidente: “Nell’ultimo giro il tifo del pubblico quasi non mi ha fatto sentire la fatica, le persone lungo la strada mi hanno praticamente trascinato al traguardo… in quel momento pensavo ai miei figli, che mi danno una forza immensa”. Su un percorso con quattro salite molto impegnative il portacolori dell’Esercito non ha mai sofferto: “Ho trovato il percorso difficile ma non così tanto come sembrava. Ho cominciato a sentire un po’ di fatica solo nell’ultimo giro, ma avevo una grande fiducia in me e nella mia preparazione”. Dopo i 10mila di martedì, chiusi in sesta posizione, qualcuno dubitava del tuo stato di forma: “Martedì ho corso i 10 chilometri per sbloccarmi, ma in realtà non ho mai pensato alla medaglia sui 10mila. Quest’oro è cento volte meglio dell’argento di due anni fa!”. 

L’Italia sfiora il podio anche nella 4×100 femminile. Il quartetto composto da Marzia Caravelli, Irene Siragusa, Martina Amidei e Audrey Alloh ha stabilito il miglior tempo dell’anno con 43″26, con il bronzo lontano appena 4 centesimi. Oro alla Gran Bretagna in 42″24, record nazionale. Argento alla Francia in 42″45, bronzo alla Russia in 43″22. Deludente settimo posto invece per le ragazze della 4×400. Il quartetto azzurro composto da Libania Grenot, Maria Enrica Spacca, Elena Bonfanti e Chiara Bazzoni ha chiuso con il tempo di 3’28”30. Medaglia d’oro alla Francia in 3’24”27, argento all’Ucraina in 3’24”32 e bronzo alla Gran Bretagna in 3’24”34. Hanno fatto peggio i quattro della staffetta maschile azzurra della 4×100, vinta dalla Gran Bretagna davanti a Germania e Francia. L’Italia (Fabio Cerutti, Eseosa Desalu, Diego Marani e Delmas Obou) è stata infatti squalificata per aver sbagliato l’ultimo cambio.

Chiara Rosa non è andata oltre il quinto posto con 18,10 nella finale del lancio del peso femminile. La tedesca Christina Schwanitz ha vinto la medaglia d’oro con la misura di 19,90 metri. Argento per la russa Yevgeniya Kolodko con 19,39, e bronzo per l’ungherese Anita Marton con il nuovo record nazionale a 19,04. Sotto le aspettative il risultato di Alessia Trost nella finale del salto in alto. L’azzurra non è andata oltre il nono posto con la misura di 1.90. Oro alla spagnola Ruth Beitia con 2.01. Argento alla russa Mariya Kuchina con 1.99, bronzo alla croata Ana Simic sempre con 1.99.