Tecnologia

Musica in streaming, da Ue sì ad Apple per l’acquisto miliardario di Beats

Via libera della Commissione alla più grande acquisizione mai portata a termine della Mela, del valore di 3 miliardi di dollari. Così Cupertino va all'attacco di Spotify e Deezer. Senza dimenticare Amazon sul fronte degli ebook

La Commissione europea ha dato l’ok ad Apple per l’acquisizione di Beats, la società specializzata nella produzione di cuffie e auricolari che negli Usa e in Australia possiede anche un servizio di musica in streaming. Secondo la Commissione, l’unione delle due aziende non pregiudica la concorrenza vista la presenza di altri grossi competitor sul mercato, mentre per lo streaming nomi come Spotify e Deezer non rendono minaccioso l’eventuale allargamento del servizio di Beats all’Europa.

Oltre ai tre miliardi di dollari spesi, la più grande acquisizione mai effettuata da Apple, la Mela dovrà fare fronte anche all’azione giudiziaria di Bose, uno dei principali concorrenti, che accusa Beats della violazione di cinque suoi brevetti per eliminare i rumori dalle cuffie. Se ne occuperà l’International Trade Commission (Itc), l’antitrust americana alla quale è stato chiesto di vietare l’importazione di alcuni prodotti della società. Non si tratterà di una cosa breve visto le indagini potrebbero durare anche 15-18 mesi.

La giornata della Mela non finisce qui. A Cupertino, sede del quartier generale, arriva anche Swell, una startup con un popolare servizio di radio personalizzata e podcast. Apple ha pagato circa 30 milioni di dollari per questa app offerta gratuitamente su iTunes con un rating 4,5 e che è destinata a sparire. Swell si rivolge soprattutto ai pendolari che mediamente negli Usa spendono circa un’ora al giorno per andare e tornare dal lavoro. Un tipo di pubblico che per anni ha rappresentato il bacino di utenza della radio tradizionale.

L’acquisizione di Sweel si sposa con quella di Booklamp di un paio di giorni fa. La Mela avrebbe infatti acquisito questa società con sede a Boise, Idaho, a un prezzo superiore ai dieci e inferiore ai 15 milioni di dollari. BookLamp, definita la Pandora degli ebook con riferimento alla radio personalizzata, si è fatta conoscere per il Genome Project, una piattaforma che consente agli utenti di trovare i suggerimenti per i libri da leggere sulla base dell’analisi del linguaggio naturale di altri titoli. BookLamp potrebbe aiutare Apple a migliorare il suo servizio di iBook con le raccomandazioni migliori, ricerca e categorizzazione. Un servizio che è da tempo fa parte dell’offerta di Amazon ai suoi utenti.

E proprio Amazon sarebbe il bersaglio principale dell’acquisizione che permetterebbe a Cupertino di sviluppare l’area relativa ai suggerimenti. La società sta infatti lavorando a una sistema che prevede l’analisi dello stile di scrittura di libri acquistati per suggerire romanzi o autori simili. Ma ci si può allargare anche a trama e contenuti. BookLamp ha sviluppato anche una piattaforma per i publisher in grado di consigliare la vendita del libro in aree con una particolare composizione demografica suggerendo anche e come allocare le risorse di marketing.

La notizia dell’acquisizione non è stata confermata, ma booklamp.org è stato chiuso e i dipendetni si sarebbero già trasferiti a Cupertino. I loro post su Facebook arrivano infatti da San Francisco e Palo Alto, osserva Techcrunch.

Lo shopping di Apple è accomunato dall’obiettivo di acquisire tecnologia che sfruttando i big data possa fornire nuove indicazioni agli utenti.