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Afghanistan, scomparse metà armi Usa vendute a Kabul. “Forse finite ai talebani”

Perse le tracce del 43% delle forniture inviate alle forze di sicurezza afghane, per un valore di 626 milioni di dollari. Secondo il Washington Times, i sistemi che dovrebbero mantenere aggiornato l’inventario contengono una quantità impressionante di errori. Si teme che gli arsenali siano finite sul mercato nero e quindi nelle mani dei insorti

Il Pentagono ha perso le tracce di oltre il 40 per cento delle armi da fuoco fornite alla forze di sicurezza afghane per un valore di 626 milioni di dollari. Sono queste le conclusioni di un rapporto dell’Ispettorato generale per la ricostruzione dell’Afghanistan (Sigar). Secondo il documento, pubblicato sul Washington Times, i due sistemi informativi che dovrebbero mantenere aggiornato l’inventario di tutte le armi Usa inviate in Afghanistan contengono una quantità impressionante di errori. Il Sigar è la principale autorità di sorveglianza del governo americano sulla ricostruzione afghana. Il Congresso creò l’ufficio distaccato per supervisionare sulla gestione delle modalità e dei fondi dedicati alla ricostruzione. Tra le operazioni portate avanti dal Sigar, ispezioni e indagini per promuovere l’efficienza dei programmi statunitensi nel Paese, oltre a prevenire le frodi sull’utilizzo dei soldi dei contribuenti afghani.

Il 43% delle armi non si riesce a trovare o viene duplicato 
Sul rapporto dell’Ispettorato Usa per la ricostruzione del Paese si legge che sui 474.823 numeri di serie registrati nel database dei sistemi informativi, 203.888 (circa il 43 per cento), sono mancanti o risultano duplicati. Gli ispettori del Sigar hanno inoltre scoperto che 24.520 numeri di serie sarebbero stati duplicati almeno una volta, mentre per altri 50.304 numeri di serie non risultano le date di spedizione o di consegna. Secondo Jeffrey Brown, uno dei responsabili dell’Ispettorato, “non ci sono prove” che le armi siano finite negli arsenali dei talebani, anche se, ammette, “non era questo lo scopo della nostra indagine”. Il Pentagono, scrive il Washington Times, sta ora correndo ai ripari e valutando nuovi sistemi di consegna ed inventario delle armi inviate alle forze di sicurezza afghane.

Dal mercato nero alle mani degli insorti talebani
Le conclusioni contenute nel rapporto alimentano i timori che molte delle armi mancanti all’appello possano essere state messe in vendita sul mercato nero, finendo nelle mani degli insorti talebani. Secondo il quotidiano Usa, il Pentagono nel corso degli ultimi dieci anni ha inviato alle forze afghane 747 mila tra armi da fuoco e relativi accessori. Traccia di ogni movimento di queste armi dovrebbe essere contenuta nei due sistemi impiegati dall’esercito afghano per mantenere aggiornato l’inventario, un misto di documenti cartacei e fogli Excel.