Politica

Sel, Vendola: “Non saremo cooptati dal Pd”. Migliore: “Ma ora chiarezza”

Il leader: "Abbiamo aiutato il Pd a vincere, vogliamo continuare a fare la nostra battaglia nella sinistra per dare un apporto positivo". Il capogruppo: "No a toni polemici, ma ci vuole coraggio. Se non siamo d'accordo con il decreto Irpef, dovremmo anche chiedere ai cittadini di restituire gli 80 euro. Io invece voterò a favore del decreto"

Se il Pd stende con orgoglio il proprio 40,8% delle Europee sullo sfondo del palco della propria assemblea nazionale, Sel fa altrettanto, certo con numeri molto più bassi di voti, ma con molti più dubbi sul futuro. In questa “altra” assemblea si è di nuovo resa plastica la differenza di vedute tra due correnti di pensiero: quella del presidente Nichi Vendola che ha assicurato che nessuno “ha intenzione di essere cooptato” (dal Pd) e quella del capogruppo a Montecitorio Gennaro Migliore che invita alla “massima chiarezza”. Ma lo scontro finale è rinviato, almeno all’autunno a quanto pare, quando verrà organizzata un’assemblea programmatica. Certo, c’è anche chi, come Claudio Fava – che ha votato contro al documento di Vendola – invita a fare un congresso il prima possibile perché, dice, il partito “è fermo all’ancora, privo di iniziativa, orientato solo a difendere un’autonomia che non porta da nessuna parte”. 

“Con le nostre scelte politiche abbiamo aiutato il centrosinistra e il Pd ad essere credibili e a vincere” ha detto Vendola, nell’assemblea che si è tenuta a Roma. “Non abbiamo nessuna intenzione – ha detto – di essere cooptati, ma vogliamo continuare a fare la nostra battaglia nella sinistra per dare un apporto positivo. C’è spazio per un grande accordo con il Pd e anche per confrontarci sulle inquietudini che lo attraversano”. Quindi Sel vive: “Stiamo dando una cattiva notizia a chi si aspetta oggi il de profundis di Sel”. Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà ha sottolineato che “nei confronti dei democratici ci sono sfide positive da portare avanti, prima tra tutte quella dello stop alle politiche dell’austerity imposte dall’Unione Europea”. “L’austerity come ci viene imposta dall’Ue – ha sottolineato il governatore della Puglia – porta alla miseria. Matteo Renzi ha una forza che finora nessuno nel centrosinistra ha avuto, e anche per questo lo vogliamo sfidare sulle questioni dell’occupazione e per il superamento del patto di stabilità che è un cappio al collo che ogni giorno si stringe sempre di più”. Tra l’altro Vendola “rinfaccia” a Renzi il governo con il Nuovo Centrodestra perché, dice, è “un’esperienza che uccide le idee della buona politica”. 

Qui si inserisce però il ragionamento di Gennaro Migliore“Nei rapporti con il Pd occorre la massima chiarezza politica. Se non siamo d’accordo sulle misure contenute nel dl Irpef, allora dovremmo avere anche il coraggio, per coerenza, di chiedere che i cittadini restituiscano gli 80 euro di Renzi in busta paga”. E’ questa la provocazione fatta da Gennaro Migliore, all’assemblea nazionale di Sel. “Per questo voterò contro la fiducia ma a favore del decreto“. Il capogruppo a Montecitorio, fautore di un incontro politico più “ravvicinato” con il Pd, è intervenuto in assemblea mantenendo le sue posizioni, ma senza ricorrere a toni polemici nei confronti di Vendola. Migliore non ha neanche presentato un documento alternativo rispetto a quello della maggioranza: “Non cerco la conta, non voglio polemiche, non faccio provocazioni. In questa fase abbiamo combattuto la battaglia per la sopravvivenza e aver raggiunto il quorum alle elezioni europee è stato un obiettivo centrato. Ma anche se avessimo preso il 3,9 le cose non sarebbero cambiate: il nostro non è un problema di soglie ma di iniziativa“. “Non presenterò un documento alternativo – aggiunge Migliore – perché la proposta di organizzare una conferenza programmatica è stata fatta da Vendola in modo aperto, corretto e propositivo, anche nella diversità delle opinioni, che tra noi rimane”. Secondo il capogruppo di Sel alla Camera “la leadership di Nichi Vendola è un simbolo dell’unità della sinistra, una sinistra che sta in un campo più largo che noi chiamiamo centrosinistra. Penso che ora dobbiamo fare un passo in avanti. Tutto cambia intorno a noi e Sel dovrebbe essere in grado di cambiare”.

Ma c’è chi invece chiede un’accelerazione, cioè il deputato Claudio Fava. “Il partito è fermo all’ancora, privo di iniziativa, orientato solo a difendere un’autonomia che non porta da nessuna parte”. Fava ha votato contro la relazione di Vendola. “Non è possibile – ha esordito Fava – sostituire il renzismo al berlusconismo. Al Pd dovremmo proporre non solo la sfida sul semestre Ue ma come Renzi – che del Pci non è padre né figlio – sia disponibile a superare ciò che resta di quel partito”. Fava, che a differenza di Vendola e Migliore arrivò a Sel dall’esperienza della sinistra Ds, aggiunge: “Noi siamo incredibilmente immobili. Abbiamo fatto dell’autonomia una bussola. L’autonomia è una bussola ma non può essere la rotta da seguire. La nostra è la scelta di restare all’ancora. Abbiamo bisogno di affermare la nostra autonomia ma abbiamo anche bisogno di fare una scelta, l’idea che nel documento di Vendola ci sia tutto e il contrario di tutto, non ci serve”. “La proposta dell’Altra Europa per Tsipras – conclude – è diversa dalla linea politica condotta in questo anno e mezzo. Allora siamo capaci di affrontare le nostre contraddizioni, senza rifugiarci dietro i facili unanimismi? Io il documento non lo voterò, per tutto quello che non dice. Credo che avremmo bisogno non di una conferenza programmatica ma di un congresso anticipato per dare un progetto chiaro, visibile e percepito all’esterno e vissuto con onestà e lealtà al nostro interno”.