Emilia Romagna

Bloccano convegno Pd, Digos denuncia 12 attivisti centri sociali per violenza privata

Dodici persone appartenenti al gruppo Ross@, soggetto politico nazionale creato dal sindacalista Cgil Cremaschi, sono accusate per il blitz nell'hotel di lusso "I portici" durante l'evento organizzato dal Partito democratico

La Digos di Bologna ha denunciato alla procura dell Repubblica 12 appartenenti al gruppo Ross@, il soggetto politico nazionale creato dal sindacalista della Fiom Cgil, Giorgio Cremaschi. L’accusa per tutti è quella di violenza privata aggravata e di invasione di edificio. Mercoledì 7 maggio infatti una ventina di attivisti erano entrati nell’hotel di lusso I Portici in via Indipendenza a Bologna, dove era in programma una iniziativa elettorale del Partito democratico. Tra gli ospiti la deputata Alessandra Moretti e il sottosegretario Sandro Gozi.

 
(video dal canale Youtube di Chiara Tolomelli)

Quello che doveva essere solo un presidio per strada contro il Jobs act (non autorizzato dalla Questura), ha cambiato natura quando i manifestanti sono entrati nella sala dell’hotel dove erano già presenti una decina di persone e dove si attendeva l’inizio del convegno. I manifestanti, secondo quanto ricostruito dalla Digos, avrebbero impedito a chiunque non facesse parte dei manifestanti di entrare nella sala. Come si vede anche dalle numerose immagini circolate in rete, gli attivisti di Ross@ hanno accatastato le sedie all’interno della sala, hanno tolto dalle aste due bandiere del Partito democratico e dell’Unione Europea, e hanno esposto i loro striscioni e le loro bandiere rosse intonando alcuni slogan in coro. Sempre secondo quanto denunciato dalla Polizia, un cameriere del locale, straniero, sarebbe stato spintonato da alcuni manifestanti perché aveva provato a opporsi all’accatastamento delle sedie.

Tra i denunciati ci sono nomi noti del sindacalismo di base e di quella che una volta era definita sinistra radicale: c’è l’ex leader di Rifondazione comunista a Bologna, Tiziano Loreti, i sindacalisti Luigi Marinelli e Massimo Betti. Tra i 12 segnalati – in gran parte vicini al sindacato Usb e Asia-Usb, o militanti del Centro sociale occupato Terzo Piano, con sede nel palazzo occupato di via Irnerio – ci sono anche due persone accusate di resistenza a pubblico ufficiale. Avrebbero impedito agli uomini della Digos l’ingresso nella sala, è la ricostruzione della Polizia. Altre persone ancora da identificare potrebbero presto essere oggetto di denuncia.

Inoltre, alla fine dell’occupazione della sala (l’iniziativa elettorale del Pd è stata poi annullata) alcuni dei manifestanti hanno indirizzato parole forti contro il segretario provinciale Pd Raffaele Donini, che assieme al sottosegretario Sandro Gozi era seduto a un tavolino fuori dalla sala: “Buffoni, servi, a casa. Fate schifo”, hanno urlato alcuni dei manifestanti contro il dirigente, che dopo poco si è allontanato senza reagire agli insulti. Molte le reazioni di fronte a quanto avvenuto. “Quello che è successo è un fatto molto grave, lo ribadisco”, ha commentato il questore di Bologna, Vincenzo Stingone. “Manifestare è legittimo, ma impedire ad altre persone di parlare è violenza. In vista delle elezioni speriamo che si decida di abbassare i toni”. Linea dura è quella promessa anche dalla Procura di Bologna: “E’ un fatto grave e preoccupante per il futuro – ha spiegato il procuratore aggiunto Valter Giovannini – visto il periodo elettorale per le prossime elezioni europee”.

E mentre il segretario del Pd Donini si augura che “gli autori di questa aggressione si rendano conto che hanno travalicato i confini della protesta”, con un comunicato, Ross@ spiegava i motivi della manifestazione: “Noi continueremo a promuovere iniziative e organizzazione per dare gambe ad un movimento di resistenza popolare e solidale contro il Governo Renzi e contro il potere e i vincoli che ci vengono imposti dalla Unione Europea, per reagire a questa politica fatta di demagogia e autoritarismo”.