Cronaca

Regione Lombardia, il ragazzo terribile va all’occupazione

È il ragazzo terribile della Regione Lombardia. Enrico De Alessandri, ex funzionario dell’assessorato Sanità ed ex direttore del Centro regionale emoderivati, nel 2009 fu sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dopo che scrisse un libro dal titolo inequivocabile: Comunione e liberazione, assalto al potere in Lombardia. Pienamente reintegrato nel 2013, ora si occupa di studi e ricerche presso l’assessorato alla Sanità. Ma non ha perso il gusto di battagliare con i suoi capi. Il capo dei capi, il ciellino Roberto Formigoni, ha traslocato a Roma e al suo posto c’è il leghista Roberto Maroni.

Proprio a lui De Alessandri, il quale sostiene che il sistema di potere è rimasto lo stesso della gestione formigoniana, ha ora scritto una lettera in cui protesta contro gli aumenti di stipendio concessi a nove dirigenti regionali che di quel sistema fanno parte. “Hanno mantenuto gli stessi uffici e tutte le funzioni svolte in precedenza (senza ulteriori incarichi)”, scrive De Alessandri. Eppure Maroni, “senza motivazione”, ha aumentato i già cospicui emolumenti dei magnifici nove, “nonostante il blocco delle retribuzioni pubbliche fino a tutto il 2014”. C’è di più: “L’irregolarità risulta aggravata dal fatto che cinque di questi nove dirigenti rientrano fra i 31 ancora in servizio, provenienti da un concorso definitivamente annullato nel 2009, per mancata pubblicazione del bando in Gazzetta ufficiale”. Gli aumenti sono già stati oggetto di un esposto-denuncia per danni erariali presentato alla Corte dei conti nel febbraio scorso da De Alessandri insieme al senatore cinquestelle Vito Crimi e alla consigliera regionale del movimento Silvana Carcano.

“La delibera che concede i super-stipendi”, spiega il funzionario, “è firmata, oltre che dal presidente Maroni, da Michele Camisasca, direttore centrale del personale, e da Marco Pilloni, segretario di giunta: entrambi sono nell’elenco dei 31 dirigenti ‘ illegittimi ’ insediati con il concorso annullato”. Camisasca è il nipote di Massimo Camisasca, vescovo ciellino e storiografo ufficiale di Comunione e liberazione. “Per ripristinare la legalità ed evitare ulteriori incrementi del danno erariale provocato finora”, scrive De Alessandri nella sua lettera a Maroni, “chiedo che vengano ristabilite le gradazioni economiche dei nove incarichi dirigenziali, indicati nei documenti presentati alla Corte dei conti, nella misura vigente nell’anno 2010, come prescritto dalla disciplina sul blocco delle retribuzioni pubbliche”.

E se Maroni farà finta di nulla? Il ragazzo terribile promette di farsi sentire: “Se il presidente non mi darà risposta e non accoglierà la mia richiesta, per evitare ulteriori danni erariali e proteggere i cittadini lombardi da questo nuovo affronto, sono deciso a realizzare forme di protesta molto forti”. Quali? De Alessandri sta pensando di occupare il suo ufficio, all’interno del nuovo grattacielo della Regione voluto da Formigoni prima della sua fuga a Roma. “Sì, rimarrò per protesta dentro il mio ufficio giorno e notte, finché non accoglieranno la mia richiesta”. Il funzionario terribile, con la sua protesta, cercherà di richiamare l’attenzione della pubblica opinione anche su un altro tema: quello dell’Unione europea che finanzia Paesi i quali spendono i loro soldi – “anzi i nostri”, puntualizza De Alessandri – per comprare armi. Come l’Algeria, tra i maggiori destinatari dei fondi Spring dell’Ue nel triennio 2011-2013, che è anche una grande importatrice di armi prodotte, guarda caso, in Germania.

@ gbarbacetto