Scienza

Cancro, un test per definire l’albero genealogico delle metastasi

Lo ha messo a punto un gruppo di ricerca guidato dall’Ospedale Generale del Massachusetts, descritto su Pnas, e permette di determinare le relazioni di 'parentela' tra il tumore primario e le varie metastasi e mettere così in atto strategie di cura più efficaci

Un semplice test per ricostruire ‘l’albero genealogico’ delle metastasi e ricostruire il meccanismo di diffusione di un cancro. Lo ha messo a punto un gruppo di ricerca guidato dall’Ospedale Generale del Massachusetts, descritto su Pnas, e permette di determinare le relazioni di ‘parentela’ tra il tumore primario e le varie metastasi e mettere così in atto strategie di cura più efficaci.

“Ricostruendo ‘l’albero genealogico di tutte le metastasi di un paziente – ha spiegato Kamila Naxerova, responsabile dello studio – potremmo determinare come queste differenti masse tumorali siano ‘imparentate’ l’una con l’altra e ricostruire come sia evoluto il cancro”. Recenti studi hanno dimostrato che la diffusione dei tumori attraverso le metastasi può avvenire in forme differenti, più o meno rapide, e questo comporta lo sviluppo di particolari differenze genetiche dal tumore originario. Individuare queste differenze potrebbe aiutare a sviluppare terapie più mirate anche verso le metastasi ‘meno simili’ ma analizzare in modo ‘diffuso’, ossia non mirato, il genoma delle molte cellule coinvolte risulta un lavoro molto lungo e complesso.

Invece di analizzare l’intera sequenza genetica del tumore, il nuovo test si concentra su alcune precise aree del Dna particolarmente suscettibili a mutazioni, errori frequenti che si registrano nel corso della divisione cellulare. Si tratta di mutazioni non legate direttamente al tumore ma che sono però in grado di raccontarne la progressione e chiarire la relazione di ‘parentela’ tra le diverse cellule che lo compongono.

Applicato su 22 pazienti colpiti da tumore al colon, il test ha identificato le piccole differenze esistenti tra il tumore primario e le metastasi e l’ordine con le quali si sono formate. “Stiamo ora applicando la metodologia – ha proseguito Naxerova – per rispondere a molte domande ancora aperte sulla diffusione delle metastasi. Si tratta di un metodo rapido e non costoso che potremmo applicare su molti altri tumori”. Lo studio potrebbe essere esteso anche ai tessuti tumorali e le metastasi rimosse nel corso degli anni custodite negli archivi degli ospedali e aiutare a definire i rapporti e i meccanismi di diffusione di una grandissima quantità di tumori. 

L’abstract su Pnas