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Corea del Sud, traghetto si ribalta e affonda: almeno 290 dispersi

Sull'imbarcazione c'erano 325 studenti. E' naufragata dopo essere salpata da Incheon. Era diretta all’isola di Jeju. I morti accertati sono quattro, ma c'è la possibilità che il numero delle vittime aumenti

E’ naufragato al largo delle coste meridionali della Corea del Sud con a bordo oltre 450 persone, ma l’incidente del traghetto Sewol, avvenuto questa mattina, rischia di trasformarsi in tragedia. Sono 78 gli studenti salvati sui 325 che erano a bordo. L’ultimo bilancio ufficiale del governo di Seul, diffuso dalla tv pubblica Kbs, riconteggia le persone a bordo (462 da 459), i morti accertati (sono ora 4) e i dispersi (da 293 a 294), con i salvati fermi a 164. L’imbarcazione si è ribaltata ed è affondata dopo essere salpata da Incheon diretto all’isola di Jeju.

Le autorità hanno inoltre rivisto il numero dei feriti, salito ora a 55. Nella ricerca dei dispersi sono impegnati navi ed elicotteri. L’alto numero di persone mancanti all’appello fa temere che il bilancio finale dei morti sarà alto e forse maggiore del peggiore naufragio nella storia Corea del Sud, avvenuto nel 1970 e che provocò la morte di 323 persone.

Il Sewol, nave da 6.325 tonnellate, trasportava intorno alle 450 persone, poco più della metà dei 921 di capacità massima, ed era diretto all’isola meridionale di Jeju, meta turistica molto popolare. Sul traghetto c’erano 325 studenti di un liceo di Ansan, a sud di Seul, in una gita scolastica per quattro giorni. La nave ha lanciato la richiesta di soccorso alle 8:58 locali (l’1:58 in Italia), a 20 chilometri al largo dell’isola di Byeongpoong. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente, ma le prime testimonianze hanno menzionato un fortissimo boato prima che la nave, improvvisamente, cominciasse ad affondare inclinandosi su un lato, rilanciando le speculazioni su un impatto con una roccia sott’acqua o di una collisione con un’altra nave. Le immagini televisive trasmesse in diretta hanno mostrato la nave, colata a picco in due ore, con tutto l’equipaggio al lavoro per favorire l’evacuazione. Alle operazioni di soccorso sono impegnate circa 40 unità tra motovedette della guardia costiera, navi militari ed elicotteri, con tanto di unità subacquee speciali.