Scuola

Test Medicina 2014, prime segnalazioni di irregolarità nelle aule

Per segnalare situazioni sospette le associazioni universitarie hanno creato un'app per smartphone e un apposito indirizzo email. Sulle prove, dicono gli studenti: "Le domande di biologia e chimica erano fattibili, ma i quiz di cultura generale ci hanno lasciato senza parole"

Traffico, proteste e irregolarità per questa prima giornata di test d’ingresso all’università. Per Medicina e Odontoiatria questa mattina si sono presentati in circa 83mila per 19mila posti a disposizione. Una carica di candidati che in Campania ha provocato ingorghi al traffico nel quartiere di Fuorigrotta dove si svolge la prova per i 7.800 candidati degli atenei di Napoli. In molti sono così dovuti arrivare a piedi.

Le maggiori difficoltà nei quesiti delle prove gli studenti le hanno incontrate nei test di cultura generale. Se le domande di chimica e biologia erano “fattibili se avevi studiato” dicono i ragazzi all’uscita dall’università di Milano, “quelle di cultura generale ci hanno lasciato senza parole”. Tra i quesiti posti, secondo i racconti dei candidati, si parlava del premio Nobel Rita Levi Montalcini, di Noam Chomsky, del secolo breve di Eric Hobsbawn, dei poteri del presidente della Repubblica e della procedura per modificare le leggi costituzionali. 

Intanto, appena conclusi i test, sono iniziate a ad arrivare le prime notizie di irregolarità nelle aule. Quest’anno per aiutare i candidati a fare le segnalazioni le associazioni universitarie Udu e Rete degli Studenti, hanno creato un’app per smartphone e un indirizzo email ricorsi@unionedegliuniversitari.it. I gruppi hanno anche distribuito davanti alle facoltà delle guide al “test sicuro”, per garantire che i candidati sappiano “cosa è normale e cosa no” che si verifichi in aula, così da poter denunciare eventuali situazioni sospette.

“Le prime segnalazioni riguardano la distribuzione dei posti all’interno delle aule – riferisce Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari – da alcune città ci informano che non sono state rispettate le procedure per la disposizione dei candidati”.  Le segnalazioni saranno raccolte e verificate insieme agli studenti, ha spiegato Succimara, “e se saranno confermate irregolarità presenteremo i ricorsi necessari”.

L’idea è nata per “dare agli studenti – spiega Alberto Irone, portavoce nazionale Rete degli Studenti – strumenti immediati per tutelarsi e non cadere vittime di discriminazioni, da domani molti di loro torneranno ai loro impegni in vista della Maturità, e non vogliamo che rinuncino a rivendicare il loro diritto allo studio e a un test trasparente e corretto”.