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Parigi, testa a testa al femminile. Ma Ump e socialisti non scaldano i cuori

Faceva freddo ieri lungo il Boulevard Henri IV. Il quartier generale di “Oser Paris”, la lista di Anne Hidalgo, candidata socialista alle municipali di Parigi, invaso dai giornalisti, raggelati, e da un manipolo di militanti, cercava di salvare le apparenze e trovare qualcosa da dire alla stampa, dopo i primi positivi, ma illusori, auspici. Lei, l’andalusa, come la chiamano a Parigi, si è fatta vedere solo intorno alle 22, a scrutini ormai conclusi, con un discorso di circa 3 minuti.

Mentre dall’altra parte della città la sua rivale si rallegrava “dell’insurrezione democratica dei parigini”, Hidalgo si limitava a ringraziare tutti colori che si erano mobilitati, ben pochi a dir la verità visti i tassi di partecipazione in tutto il paese (l’astensione si attesta intorno al 38%, superando il record del 2008 del 33,4%), e ricordava a sostenitori e detrattori che le elezioni, si sa, si vincono su due turni e c’è ancora una settimana per recuperare terreno. Nessuna considerazione riguardo ai risultati su scala nazionale, alla minacciosa avanzata del Front National. “Sappiamo che il contesto nazionale non è facile”, questo il senso della litote per Hidalgo, e per i socialisti tutti che si mostrano, almeno in apparenza, sicuri, perché “dopo il successo strepitoso del 2008”, dicono, “ci aspettavamo di perdere qualche città”.

Eppure, a inizio serata, la sconfitta non era all’orizzonte. Le prime voci davano Hidalgo vittoriosa con il 38% dei voti, contro il 35% della rivale dell’Ump Nathalie Kosciusko-Morizet. Ma i sorrisi hanno fatto presto a diventare smorfie, soprattutto alla notizia che nel 15esimo distretto, dove Hidalgo si era presentata personalmente, il candidato Ump annunciava già una riuscita insindacabile, con il 48,9% dei voti.

L’atmosfera era diversa al cafè Delaville, bar chic lungo i Grands Boulevards, a due passi dal quartier generale di Nathalie Kosciusko-Morizet, in rue de la Lune, affittato per metà dai militanti Ump, per seguire insieme lo scrutinio del primo turno. Si canta vittoria, un po’ troppo facilmente, considerata la sconfitta schiacciante in due distretti chiave di Parigi, il 12simo e il 14simo. Ma Nkm non se la prende, sceglie ancora una volta la metropolitana (con agenti di scorta e telecamere al seguito, cela va sans dire) per raggiungere il suo quartier generale e ringraziare i parigini. La stampa, tuttavia, non ci casca, e Hidalgo non ha tutti i torti nel riporre le sue speranze nel secondo turno. Il recupero dei voti degli ecologisti potrebbe apportare ai socialisti quei pochi punti in più necessari per ribaltare la situazione.

Un dato che non si presta a numerose interpretazioni è, invece, il tasso di astensione dei parigini. La campagna tutta al femminile per la corsa alle municipali non sembra, infatti, aver entusiasmato la città. “Si gioca a colpi di foto sui social network”, hanno denunciato i giornalisti locali, “ma non c’è nulla di rivoluzionario nei programmi”. Così è stato, infatti, soprattutto per la candidata Ump. Passerà alla storia il suo celebre tweet sul “momento di grazia” nella metro, e la conseguente reazione su twitter degli internauti. Non è stata da meno la pausa sigaretta con i senzatetto, il cui effetto sperato di arrivare a toccare il cuore più povero di Parigi è miseramente fallito, quando, sempre sui social network, occhi impietosi hanno riconosciuto la borsa di 2000 euro della candidata in questione, la quale, per la cronaca, ignora anche il prezzo di un biglietto della metropolitana.

Anche aguzzando la vista, sono poche le differenze tra i programmi delle due candidate, entrambi ancorati si problemi cruciali della capitale francese: alloggio, economia in letargo, inquinamento e trasporti. “La sicurezza della città è tra le mie priorità”, puntualizza la candidata Ump, che intende potenziare il sistema di polizia e telecamere, per le strade e nei trasporti, “insieme all’economia”, con incentivi per le start-up e il proposito di diminuire la pressione fiscale. Kosciusko-Morizet annuncia inoltre una rivoluzione degli orari parigini, con biblioteche e asili nido aperti fino a tardi e la metropolitana attiva tutta la notte nel fine-settimana. Sembra puntare sul problema alloggio Hidalgo, con la promessa del 30% di alloggi sociali in più per il 2030 e la riconversione di 200.000 metri quadri di uffici vuoti in abitazioni. Segue il proposito di non aumentare le tasse e l’obiettivo di difendere il patrimonio culturale.

La chic Nkm e la pasionaria Hidalgo non sono riuscite, tuttavia, a infiammare gli animi parigini, almeno per ora. Del programma socialista, dal titolo eloquente “Paris qui ose”, circa 200 pagine in pdf, un lungo elenco di obiettivi e risoluzioni per la sua Parigi 2014-2020, illeggibile anche per i più interessati, i parigini ricordano soprattutto un proposito singolare: l’installazione di due fontanelle d’acqua gassata, gratuite, in ogni distretto di Parigi. Mentre l’idea di voler trasformare le stazioni deserte della metropolitana in piscine sotterranee e luoghi di ritrovo esclusivi, fantasia della candidata Ump, è stata oggetto di non poche parodie sul web.

Gli stessi commenti del giorno dopo sono più all’insegna del colore, che della vera e propria analisi politica. Soprattutto se, dietro lo scontro tra le due candidate donne alle comunali di Parigi, ne appare una terza, che non ha faticato a guadagnare le prime pagine dei giornali e che risponde al nome di Marine Le Pen. “I francesi si sono ripresi la loro libertà”, annuncia trionfante. E,secondo il direttore di Libération, Eric Decouty, c’è da scommettere il FN sarà l’arbitro del secondo turno delle municipali (il 30 marzo), ma non solo. In non poche città, il partito di Marine Le Pen potrebbe vincere già dal primo turno, indice di un’onda estremista che si è spinta ben oltre le aspettative. E anche le europee si tingono di nazionalismo dopo i risultati di ieri. “C’è sicuramente da temere”, continua Decouty, “e il secondo turno si prospetta sicuramente violento”, su scala nazionale e locale. Intanto, a Parigi, si aspetta il 30 marzo che, malgrado i cori al cafè Delaville, si annuncia a favore dei socialisti.

di Valeria Nicoletti