Piacere quotidiano

“Artusi Remix”, le ricette del cuore raccontano la cucina popolare

Un censimento delle attuali tradizioni domestiche italiane, promosso da Don Pasta in collaborazione con Casa Artusi, per scoprire la nuova cultura culinaria del Bel Paese

Raccontare la cucina popolare italiana del nuovo millennio, delineando tradizioni modificatesi nel corso degli anni e nuove pratiche frutto della situazione sociale e delle contaminazioni dovute anche alla sempre più massiccia emigrazione nella Penisola. È questo l’obiettivo del progetto “Artusi Remix”, frutto della collaborazione tra il cuoco-deejay Don Pasta e Casa Artusi, (il cui comitato scientifico si occuperà della sistemazione razionale delle informazioni ricevute).

Una ricerca nel cuore più profondo delle nostre abitudini gastronomiche che prenderà come punto di riferimento di partenza l’opera che ancora oggi, in tempi di Master Chef e maestri (più o meno) dei fornelli di ogni tipo, è considerata la Bibbia della cucina domestica: “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” dello scrittore-gastronomo Pellegrino Artusi (più spesso indicato semplicemente come “l’Artusi”), la cui prima edizione risale al 1891.

La “chiamata alle armi” alla base dell’iniziativa è chiaramente spiegata dal sito del progetto, con una sorta di appello generale a raccontare la propria ricetta del cuore: “Ditemi delle vostre madri e dei loro viaggi definitivi verso paesi troppo lontani, con quei quaderni scritti a penna e stretti in mano, più importanti di qualsiasi gioiello. Fatemi chiacchierare via Skype con quelle donne che hanno salvato l’Italia cucinando genialmente il quasi niente della guerra e di ciò che ci fu dopo. Parlatemi voi adesso di come cucinate il poco di un frigo diventato anch’esso precario”.

Nuove tecnologie e tradizioni familiari secolari insieme per permettere a tutti di partecipare a un vero e proprio “censimento della cucina italiana domestica e familiare del tempo presente” che rivelerà non solo le preferenze culinarie degli abitanti del Bel Paese, ma sarà lo strumento per tracciarne un ritratto più generale che coinvolga elementi culturali, sociali e geografici.

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