Media & Regime

È morto Giancarlo Livraghi, uno dei grandi della pubblicità e della Rete italiana

Giancarlo Livraghi è morto sabato 22 febbraio 2014. La famiglia ha deciso di gestire le esequie in maniera riservata e di comunicare poi la sua morte. Giancarlo Livraghi era nato a Milano nel 1927 ed è stato uno dei grandi della pubblicità in Italia: ha lavorato per molte grandi imprese italiane e internazionali del settore, ricoprendo anche cariche istituzionali. Poi negli anni ’90 ha inziato ad occuparsi fra i primi della comunicazione online dedicandosi prevalentemente agli aspetti umani e culturali di Internet.

Nel 1998 scriveva anticipando a modo suo i Social Network.

Incontrarsi e conoscersi in rete è un po’ diverso dall’incontro “fisico” cui siamo abituati, ma è un incontro umano, con possibilità di scambio, di dialogo, di aggregazione che nessun altro strumento di comunicazione finora aveva mai offerto. Con la possibilità di gestire vivere comunità umane che spesso sono legate al territorio ma che possono espandersi, per affinità di interessi, in tutti gli angoli del pianeta.

Credo che sia importante ragionare insieme sulla cultura della rete, cioè sui valori umani. Far tesoro di quello che si è imparato e scoprire continuamente qualcosa di nuovo. Parlare di cose serie e anche non; talvolta il “cazzeggio” è più utile, e più divertente, di tanti ragionamenti pseudo-seri e un po’ noiosi.

Si era anche impegnato fra i primi e in maniera fortemente visibile dei problemi della libertà di comunicazione. Nel 1994 era stato uno dei fondatori e il primo presidente, di Alcei, l’associazione per la libertà della comunicazione elettronica interattiva.

Buona parte del suo pensiero in rete lo trovate nel sito Gandalf.it da cui si può comprendere la qualità, quantità e articolatezza del suo pensiero.

Il suo ultimo libro Il potere della stupidità scriveva:

“La stupidità è la più grande forza distruttiva nella storia del genere umano. Non è eliminabile, ma non è invincibile. Capirla e conoscerla è il modo migliore per ridurne gli effetti. Che la stupidità sia un problema grave e pericolosamente diffuso è cosa nota fin dall’antichità. Ma è sorprendente quanto siano scarsi in tutta la storia della cultura umana i tentativi di capire che cosa sia la stupidità e come se ne possano ridurre i perniciosi effetti. Una cosa è chiara: di tutte le possibili forze distruttive nessuna è così insidiosa, pericolosa e onnipresente come la stupidità umana.