Diritti

Riconoscere le famiglie omogenitoriali non è una crociata contro padri e madri

Sui moduli di iscrizione alle scuole comunali milanesi, di qualsiasi grado, non ci sarà più scritto “padre” o “madre” ma “genitore”, senza che venga specificato il sesso. È un importante passo avanti, che tiene conto dei tempi ma soprattutto delle esigenze delle tante famiglie omogenitoriali che vivono a Milano.

Ho lavorato mesi per questo risultato, operando come semplice amministratore. Oggi sono fiera di raccoglierne i frutti. La mia non è certo una battaglia contro quel che ‘padre’ e ‘madre’ significano nell’immaginario della gente. Ciascuno è libero di concepire la famiglia come meglio crede. Solo non volevo che nuove sensibilità, che volenti o nolenti oggi sono presenti nella nostra società, diventassero preda di una burocrazia fredda ed incapace di certe sfumature o puntualizzazioni.

Non sono più mosche bianche quelle famiglie composte da due donne o due uomini, che iscrivono i figli avuti da precedenti matrimoni o nati attraverso nuove tecniche di concepimento, alle scuole pubbliche. Per cui, perché costringerli all’umiliazione di moduli nati quando vigeva un solo concetto di famiglia? Situazione contro la quale io stessa ho sbattuto, avendo costituito una famiglia assieme con un’altra donna che ha portato una figlia da una precedente relazione e che mi ha dato, di recente, la grandissima gioia di una nuova maternità, avuta attraverso una gravidanza medicalmente assistita.

La rivoluzione nella modulistica comunale ha già ottenuto un altro risultato importante: il collegamento tra il Registro delle unioni civili e l’Anagrafe comunale. Già dal prossimo 14 febbraio, quando ci si dovrà iscrivere all’anno scolastico a venire, i figli di una coppia regolarmente presente nel Registro, potranno essere inseriti a prescindere che siano biologicamente riferibili alla coppia medesima o in arrivo da relazioni precedenti.

La novità è che anche due genitori dello stesso sesso avranno la loro unione riconosciuta come ‘famiglia’. Potranno così godere di certi diritti, ma anche di precisi doveri. Come accedere, nel caso ci fossero le prerogative, alle agevolazioni previste sulle tariffe che dovranno corrispondere, attraverso il calcolo della loro Isee comune.

L’idea di modificare i moduli d’iscrizione scolastica e il loro collegamento alle Unioni civili, rappresentano un importante precedente, che da Milano potrebbe essere esportato in tutta Italia. Un lavoro svolto con i funzionari del Comune e con i referenti dell’associazione delle famiglie arcobaleno, molto efficiente, che ci ha portato a modificare l’iscrizione alle scuole già da quest’anno, mettendo sullo stesso piano i diritti ed i doveri delle famiglie omogenitoriali con quelle eterosessuali.