Politica

Senato parte civile contro Berlusconi, Forza Italia: “Teppismo istituzionale”

La decisione del presidente del Senato di far costituire Palazzo Madama nel processo in cui è imputato Berlusconi ha scatenato le reazioni del partito. Capezzone: "Il presidente del Senato capo fazione anti Berlusconi". Gasparri: "Questo atto di prepotenza di Grasso è ragione di amarezza e di sconcerto. Su questo fatto richiamo l’attenzione del presidente Napolitano". Napoli: "Un precedente in grado di condizionare la vita del Parlamento"

“Teppismo istituzionale” “zelo giustizialista” “Grasso peggio del M5S”. La decisione del presidente del Senato di far costituire Palazzo Madama nel processo sulla compravendita dei senatori in cui è imputato Berlusconi ha scatenato le reazioni di tutta Forza Italia. “La fretta con cui ha agito, e il ribaltamento del parere ricevuto dal Consiglio di Presidenza, fanno della scelta di oggi del Presidente Grasso un atto da capo fazione anti Berlusconi, e non da Presidente super partes. Milioni di italiani possono così vedere e giudicare” afferma Daniele Capezzone, deputato di Forza Italia.

“La decisione del presidente Grasso è sconcertante e rappresenta un gravissimo vulnus. Ha voluto affidare la questione della costituzione in giudizio al Consiglio di presidenza del Senato che si è espresso contro la decisione di essere parte civile nel processo. Poi ha calpestato e ignorato questo orientamento con una scelta istituzionale scorretta e con un atteggiamento anche offensivo nei confronti di chi fa parte dell’organo di vertice del Senato. Questa sua decisione gravissima, lesiva di regole istituzionali e rapporti politici e personali non potrà restare priva di conseguenze. Richiamo l’attenzione anche del Presidente della Repubblica su questa scelta grave e vergognosa” dice Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato e componente del Consiglio di presidenza che aveva dato parere negativo sull’ipotesi di costituzione di parte civile. “La reazione è di indignazione perché c’è stato un atto di teppismo istituzionale – prosegue – C’è stata una votazione nel consiglio di presidenza e a maggioranza si era presa un’altra decisione”, ha aggiunto. “Questo atto di prepotenza di Grasso è ragione di amarezza e di sconcerto. Su questo fatto richiamo l’attenzione del presidente Napolitano”. 

Per Luca d’Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera “la dignità del Senato è stata appena svenduta per la faziosità di colui che dovrebbe esserne il presidente, cioè arbitro imparziale, e che invece non è neanche in grado di rispettare le regole della democrazia e di una maggioranza che si espressa nel voto dell’ufficio di presidenza. Forse in cerca di un posto al sole nel Pantheon dei forcaioli, nella speranza che un domani questo atteggiamento lo porti al Quirinale, sicuramente braccio politico della magistratura, di cui continua evidentemente a far parte attiva sostenendo il lavoro delle procure più politicizzate approfittando di un ruolo che alla luce dei fatti non merita, Grasso si è comportato peggio del peggiore dei grillini“. 

“Sconcerta lo zelo giustizialista con cui il Presidente del Senato Grasso ha disposto la costituzione di parte civile contro Silvio Berlusconi, nonostante il parere contrario che gli era giunto in giornata dal Consiglio di Presidenza. I cittadini vedono e comprendono bene questa ennesima prova di accanimento e faziosità partigiana. Sarà un altro autogol per gli avversari di Silvio Berlusconi – Osvaldo Napoli –La decisione del presidente del Senato di costituirsi parte civile nel processo sulla cosiddetta compravendita dei senatori per cui è imputato il presidente Silvio Berlusconi è un fatto grave e un atto per niente dovuto. Grasso vulve tutelare la dignità dell’Istituzione senza sapere se questa sia stata e in che modo offesa dai comportamenti di alcuni senatori indagati e non condannati. Ritenersi parte offesa in un processo che tocca principi costituzionalmente delicati, come l’esercizio di opinioni e la libertà di voto, costituisce un precedente in grado di condizionare la vita del Parlamento. Una brutta pagina che si doveva evitare di scrivere”. 

“Avevamo riposto male le nostre speranze. Nella scelta del presidente Grasso si percepisce la forza irresistibile di un richiamo della foresta. Così ha obbedito alla sua vecchia appartenenza all’ordine giudiziario fattosi onnipotente, tradendo il dovere di alta rappresentanza della sovranità popolare che la seconda carica dello Stato dovrebbe manifestare nelle sue scelte. Scegliendo di costituire il Senato come parte civile nel processo contro Berlusconi, il presidente Grasso recita l’ennesima parte incivile nella tragedia del colpo di Stato consumato in Parlamento con l’estromissione del leader dei moderati” dice il capogruppo di Fi alla Camera Renato Brunetta. Che aggiuinge: “Pensierino della sera. A pensar malesi fa peccato, con quel che segue. La scelta di Grasso, non avendo alcuna valenza istituzionale, viene il sospetto sia in realtà un colpo dato a freddo alla pacificazione, quella sì istituzionale, voluta da Renzi e Berlusconi. Renzi se n’è accorto? È troppo sveglio per non averlo capito. E allora rifletta e provveda, con la prontezza che gli è propria”. 

”L’asse Napolitano-Grasso fa molto male a questo Paese. Napolitano che dice il governo non si tocca scavalcando le sue prerogative, Grasso che decide per la prima volta di costituirsi parte civile contro Berlusconi, tutti e due non ci stanno e non sanno più cosa fare per evitare di nuovo che Berlusconi sia protagonista della scena politica e del cambiamento del Paese” dice Daniela Santanchè.

 

 

Plaudono Fedeli e Repetti del Pd. E lo fa anche Movimento 5 Stelle: ”Il Presidente del Senato Pietro Grasso, nel rispetto delle sue prerogative, ha scelto di tutelare la dignità delle istituzioni nonostante il parere sfavorevole di Forza Italia, Lega, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Popolari per l’Italia, che insieme avevano espresso una maggioranza contraria alla costituzione in parte civile del Senato, nel processo sulla asserita compravendita di senatori. Il Presidente Grasso – prosegue il gruppo M5s del Senato – ha di fatto scelto di tutelare prima il decoro delle istituzioni rispetto agli interessi dei partiti, rispettando nel contempo l’indicazione delle minoranze e incarnando alla perfezione i principi che devono ispirare un ruolo nobile e centrale per il buon funzionamento della democrazia come quello che gli è stato affidato. Segnali positivi, che il Movimento 5 Stelle – conclude la nota – vorrebbe leggere anche nell’altro ramo del Parlamento, dove purtroppo i diritti delle minoranze e lo stesso rispetto del regolamento fino ad ora non risultano essere stati altrettanto garantiti”.