Cronaca

Camorra, doppio blitz: arrestato Mario Riccio. Clan Zazo: 29 in manette

Era inserito nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi ed è ritenuto dagli inquirenti uno dei responsabili della seconda guerra di Scampia: deve scontare una pena a 16 anni. Operazione della Polizia di Roma: associazione di stampo camorristico, truffa ed estorsione aggravata per agevolare l'organizzazione i reati contestati agli indagati

Era inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi. Oggi la Polizia ha arrestato Mario Riccio detto Mariano, considerato dagli investigatori il capo del clan ‘Amato-Pagano’ e parente di Cesare Pagano, storico capo di Scampia. Latitante dal 2011, Riccio è stato bloccato dagli uomini della Squadra mobile di Napoli e del Servizio centrale operativo della Polizia. Sull’uomo pende una condanna a 16 anni per associazione a delinquere di tipo mafioso e droga: è ritenuto dagli inquirenti uno dei responsabili della seconda guerra di ScampiaGli uomini della mobile e dello Sco della Polizia lo hanno bloccato in un’abitazione di Qualiano, a nord di Napoli, dove l’uomo era con la compagna e il figlio minorenne. Al momento dell’arresto non ha opposto resistenza. 

Ventinove persone sono state arrestate dalla Polizia di Roma con le accuse di associazione di stampo camorristico, truffa ed estorsione aggravata per agevolare l’organizzazione facente capo alla famiglia ‘Zazo’ (o ‘Zaza’, dal nome del defunto promotore Michele Zaza). Secondo le indagini, l’organizzazione criminale avrebbe realizzato in varie regioni d’Italia una fitta rete d’investimenti delle risorse finanziarie prodotte dalla gestione delle proprie attività illecite, quali il traffico di stupefacenti e la capillare “sottoposizione” ad estorsione di commercianti de imprenditori operanti nel quartiere napoletano di Fuorigrotta.

Le Squadre mobili di Catanzaro e Vibo Valentia hanno invece catturato il boss della ‘ndrangheta Salvatore Ascone, 48 anni. Latitante dal mese di luglio dello scorso anno, Ascone era sfuggito alla cattura nell’ambito dell’operazione Perseo ed era ricercato in quanto ritenuto partecipe all’associazione mafiosa del clan Giampà che opera nel comprensorio di Lamezia Terme (Catanzaro). Ascone avrebbe fornito a quel gruppo criminale, in maniera continuativa, ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti ed armi.