Scienza

Stamina, comitato ministeriale fermo. Ferrari: “Contro deregolamentazione”

Beatrice Lorenzin ha scelto i nuovi componenti della commissione che dovrà valutare il trattamento proposto da Vannoni, ma manca ancora il decreto. La comunità scientifica italiana critica il presidente del gruppo, soprattutto dopo l'intervista rilasciata alla trasmissione Le Iene

Ci sono i nomi, ma manca ancora il decreto del Ministero. Si tratta degli esperti chiamati a valutare il trattamento Stamina proposto da Davide Vannoni, dopo la bocciatura del Tar del Lazio. Era il 4 dicembre, e da allora il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha annunciato un nuovo comitato di esperti, mentre le indagini della procura di Torino si avviano alla conclusione. Il presidente della commissione è Mauro Ferrari, esperto di biotecnologie e nanotecnologie, presidente dello Houston Methodist Research Institute e della Alliance for NanoHealth. Ferrari è apparso nella prima puntata della nuova stagione delle Iene, la trasmissione televisiva che da un anno sta seguendo la vicenda Stamina ed è stata accusata da molti esponenti della comunità scientifica italiana di “irresponsabilità e spettacolarizzazione delle sofferenze. Arrivato a Roma per incontrare i genitori di Celeste Carrer (la bambina che è stata tra le prime pazienti del trattamento Stamina agli Spedali Civili di Brescia), si è fatto intervistare dall’inviato Giulio Golia, al quale ha detto: “Io voglio ringraziarvi. Pensiamo a dove stava il Paese rispetto a questa discussione, alcuni mesi fa, prima che voi iniziaste ad alzare il livello della conversazione e vediamo dove siamo adesso”.

Parole che hanno preoccupato la comunità scientifica, visto che proprio il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso presentato dal fondatore di Stamina Foundation sostenendo che “alcuni membri si erano espressi contro il metodo prima ancora di essere nominati”. Ma non solo: in quanto socio di un’azienda biomedicale, per Ferrari c’è il rischio di un conflitto di interesse. Il diretto interessato replica alle accuse dei colleghi: “Assolutamente non sono a favore della deregolamentazione. E’ necessario che il Paese abbia regole rigorose per l’approvazione di terapie nuove. E’ parimenti necessario che le leggi sull’approvazione vengano seguite con grande scrupolo, per garantire quanto possibile la sicurezza e l’efficacia delle nuove terapie, e pure l’uso ottimale delle risorse del sistema sanitario”. E ancora: ”La caratteristica un po’ unica che ha l’Italia – sottolinea Ferrari – è il fatto che nella stessa autorità statale si riuniscano tre poteri che in altri Paesi sono disgiunti: l’approvazione delle nuove terapie, il loro ingresso nel prontuario dei farmaci coperti dal sistema sanitario nazionale, fatte salve le relative discrezionalità regionali, e la definizione del preziario per le terapie. Questo – commenta – crea una maggiore vicinanza potenziale tra ricerca di base e distribuzione clinica, che, se usata in maniera virtuosa, può portare con efficienza nuove terapie alle persone che ne abbiano bisogno”.

Paolo Bianco, direttore del laboratorio delle cellule staminali dell’università La Sapienza di Roma, ha invitato il ministro Lorenzin “a riconsiderare la sua scelta” sul nuovo presidente del comitato scientifico, mentre Ruggero De Maria, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Roma ha detto: “Dissento profondamente dalle sue considerazioni positive sui servizi sulle Iene”.