Cronaca

Terremoto L’Aquila, quattro arresti per tangenti. Indagato il vicesindaco

Alcuni imprenditori, secondo gli investigatori, si sono aggiudicati i lavori della ricostruzione corrompendo funzionari pubblici. I reati contestati sono millantato credito, corruzione, falsità materiale ed ideologica ed appropriazione indebita. Si dimette il numero due del Comune. "Mi sento profondamente tradito", è stato il commento del sindaco Cialente

Millantato credito, corruzione, falsità materiale ed ideologica ed appropriazione indebita. Sono queste le accuse che hanno portato la polizia de L’Aquila all’arresto di quattro persone nell’ambito di un’indagine sulla ricostruzione del post terremoto in Abruzzo. Nell’inchiesta risultano indagate otto persone, tra cui il vicesindaco del capoluogo abruzzese Roberto Riga, all’epoca dei fatti assessore all’urbanistica, che ha rassegnato le dimissioni. “Mi tiro da parte come ruolo di vice sindaco e assessore”, ha fatto sapere Riga, “perché vorrei lasciare tranquilla l’amministrazione comunale, il sindaco e la Giunta senza avere dubbi sulla propria attività”. “Mi sento profondamente tradito“, è stato il primo commento del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ai microfoni di Rai News 24. “Chiedo alla magistratura di andare fino in fondo. Qualsiasi ombra non solo sulla ricostruzione ma anche sulle prime messe in sicurezza getta un’ombra enorme su una città già martoriata”.

Dalle indagini, effettuate anche con l’aiuto delle intercettazioni, è emersa l’esistenza di un sistema di tangenti radicato nel tempo e nel territorio: secondo l’ipotesi degli investigatori, alcuni imprenditori interessati ai lavori per la ricostruzione post terremoto fornivano denaro e moduli abitativi provvisori a funzionari pubblici, in cambio di appalti relativi a lavori di messa in sicurezza di edifici danneggiati dal sisma del 2009. L’entità delle tangenti contestate è di 500mila euro, mentre è stata accertata l’appropriazione indebita, attraverso la contraffazione della documentazione contabile, da parte di alcuni indagati, della somma di 1 milione 268 mila euro, relativa al pagamento di alcuni lavori. Sono state eseguite numerose perquisizioni, anche in uffici pubblici, ed i reati commessi nel capoluogo abruzzese si riferiscono al periodo compreso tra settembre 2009 e luglio 2011.

Tra le quattro persone finite agli arresti domiciliari, compare anche Pierluigi Tancredi, 60 anni, attuale dirigente dell’Asl numero 1, più volte assessore della Giunta di centrodestra negli anni Duemila, all’epoca dei fatti consigliere comunale delegato per il recupero e la salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della città. Altro personaggio di spicco finito in manette è Vladimiro Placidi, 57, assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali dopo il terremoto nel primo mandato del sindaco, Massimo Cialente, nonché direttore del Consorzio dei beni culturali della Provincia dell’Aquila.