Economia & Lobby

Navi & poltrone: la resistibile ascesa dell’ammiraglio Di Paola

Ne aveva accennato qualche giorno fa Enrico Piovesana  in un suo pezzo sulle spese della Difesa. E all’inizio di dicembre Gianni Dragoni, sul Sole 24 Ore ci aveva dedicato un lungo pezzo. Ma la notizia mi sarebbe sfuggita se non fosse stata ripresa da militari.info, un forum di discussioni su questioni militari: Giampaolo Di Paola è diventato consulente di Finmeccanica con diritto anche a a ufficio e annessa segreteria presso la sede della Finmeccanica Group Services di via Piemonte, a Roma. Secondo le notizie del Sole 24 Ore l’ammiraglio ed ex ministro della Difesa entra infatti nel nuovo Comitato per le strategie internazionali assieme (udite! udite!) all’ex Segretario generale della Difesa, il generale di Squadra aerea Claudio Debertolis ben noto per la costante opera di disinformazione nei confronti del Parlamento sul programma F-35. Ricordate, all’inizio del 2012? Il venghino signori, solo per oggi un F-35 non per 120, non per 100, ma per 80 milioni. Venghino signore e signori, un affare irripetibile, solo per oggi.

Direte: lo si sapeva che sarebbe finita così. Certo lo avevamo detto in molti. D’altronde non sono pochi i precedenti. Alcuni che sembrano scritti con la carta carbone (ma esiste ancora la carta carbone?). Come l’altro ammiraglio, Guido Venturoni, vice-presidente e presidente ad interim di Finmeccanica dopo l’arresto dell’amministratore delegato in quota Lega Nord Giuseppe Orsi. Ma, prima, nel consiglio di amministrazione della stessa Finmeccanica e, prima ancora dal 2002, consigliere di amministrazione di Selenia (poi Selex). Transitato a questo incarico direttamente da presidente del Comitato militare della Nato dopo essere stato Capo di Stato maggiore della Difesa. Esattamente come l’ammiraglio Di Paola che però, dopo lo stato maggiore e il comitato Nato, ha fatto anche un buon anno e mezzo da ministro della Difesa con il governo Monti.

Incarico che gli avrebbe dovuto precludere, per almeno un anno dalla cessazione dello stesso, lo svolgimento di qualsiasi attività incompatibile. E questa, incompatibile, certamente lo è: “L’incompatibilità prevista dalle disposizioni di cui alle lettere b)c) e d) del comma 1 perdura per dodici mesi dal termine della carica di governo nei confronti di enti di diritto pubblico, anche economici, nonché di società aventi fini di lucro che operino prevalentemente in settori connessi con la carica ricoperta” recita severo il comma 4 dell’articolo 1 della legge 20 luglio 2004, n. 215 che ha il beneaugurante titolo di Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi” ma è più nota come “legge Frattini” (ovvero come fingere di fare una legge sul conflitto di interessi e vivere felici). 

Ebbene il probabile consulente di Finmeccanica, Di Paola, è cessato da ministro della Difesa il 28 aprile 2013. Il divieto di incarichi presso aziende che hanno a che fare con la Difesa scadrebbe dunque fra circa quattro mesi. Non un grande sacrificio attendere altri centoventi giorni e fare le cose secondo le regole. Con una pensione di 314mila euro l’anno, poi, l’ammiraglio non dovrebbe neppure fare troppa fatica ad arrivare a fine mese.

Maddai, che c’entra il fine mese? Qui giochiamo in grande, mica a raccogliere i punti fedeltà del supermercato. Le fedeltà sono altrove. Tra l’altro lo si potrebbe anche capire. Sulle fedeltà si costruiscono le carriere. La fedeltà atlantica, da un lato. Non penserete che due italiani (Venturoni e Di Paola) possano essere andati a dirigere il Comitato militare della Nato a pochi anni distanza uno dall’altro se non fossero stati nel cuore di Washington? Ci sarà pure una ragione per cui l’Italia è da anni il più zelante partecipante (dopo i britannici, a dire il vero) alle guerre americane che da noi vengono chiamate missioni di pace? Non penserete che sia perché lo ha deciso un ministro? E quando un ammiraglio diventa ministro e impacchetta da solo una legge come quella sulla riforma dello strumento militare (la 244 del 2012) e la firma da solo forse perché molti già cominciano a chiamarla legge Finmeccanica, non lo fa mica perché lo stesso ministro ha qualche azione della stessa Finmeccanica? Qui giochiamo più alto.

Se poi si sbraccia e si arrabbia, in questo brillantemente sostenuto da quel Debertolis di cui abbiamo parlato prima, per blindare un programma da 15 miliardi e più come l’F-35, o per far produrre un missile inutile per l’Italia come il Meads che persino gli Usa hanno abbandonato (ma non la Lockheed, a dire il vero), non vi aspetterete che the powers that be stiano a guardare solo compiacendosi ma non anche ricompensando. Terzo principio della dinamica: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

Direte: ma una consulenzina qualsiasi per così tanto lavoro? Sempre premettendo che sono ancora solo voci, il Sole 24 Ore ipotizza un prossimo transito del medesimo Di Paola alla presidenza della stessa Finmeccanica, appena si dovesse liberare un incarico adeguato per quello attuale, Gianni De Gennaro, che lo stesso quotidiano di Confindustria (non noi, sia chiaro) mette in quota Giorgio Napolitano.

Vorrei finire con una citazione non sospetta: “Dobbiamo vigilare contro indebite influenze del complesso militare-industriale. Perché esiste e si confermerebbe il rischio di una catastrofica ascesa di un potere illegittimo” (In the councils of government, we must guard against the acquisition of unwarranted influence, whether sought or unsought, by the military industrial complex. The potential for the disastrous rise of misplaced power exists and will persist). Autore: Dwight D. Eisenhower, generale e Presidente degli Stati Uniti, 1961.