Politica

Legge elettorale, Renzi: “Vogliamo risposta in settimana. Non trattiamo con B.”

Al termine della segreteria del Pd, il leader democratico dice di puntare all'approvazione del provvedimento entro gennaio. Frenato da Alfano sul tema delle unioni civili, passa al contrattacco: "Lui ha azzerato il fondo per la famiglia". E provoca anche Grillo: "Inutile parlare con lui, ma non con i suoi parlamentari"

Matteo Renzi non solleva il piede dall’acceleratore premuto sulla legge elettorale. E nella sua corsa verso il traguardo, travolge praticamente tutti i pezzi grossi dello scenario politico, distribuendo stoccate da Angelino Alfano a Enrico Letta, da Mario Monti a Beppe Grillo.

Al termine della segreteria del Pd a Firenze, il sindaco della città detta i tempi della politica nazionale: “In una settimana vogliamo una risposta”. L’idea di Renzi è di tirare le somme o, per usare le sue parole, “tirare la rete” del dibattito che ha innescato con la proposta, rivolta ai leader di partito, di tre modelli per la legge elettorale. “Poi potrà partire il percorso parlamentare”, si augura il segretario. “Dobbiamo fare di tutto per approvarla entro gennaio“. E rivendica la sua azione di accelerazione del dibattito sul tema: “In questi tre giorni si sono fatti passi avanti che non si erano fatti in tre anni”. Ma precisa che “non c’è nessuna trattativa sulla legge elettorale con Berlusconi“. Nel ragionamento dell’ormai ex rottamatore, la legge elettorale non sarà frutto di una trattativa, ma di un confronto sulle posizioni che, uno dopo l’altro, i partiti stanno esprimendo, su sollecitazione dello stesso leader Pd. “Aspettiamo di sapere cosa pensa Forza Italia, che è il secondo partito del Paese”.

Ma sul cammino di Renzi, oltre alla questione della legge elettorale, c’è il patto di coalizione per il 2014. E il tema caldo, sul quale nelle ultime ore è montata la polemica, è quello delle unioni civili. Ma nonostante gli stop di Angelino Alfano, il sindaco di Firenze ostenta serenità: “Se l’unico problema di Alfano sulle nostre proposte sono le unioni civili ci va di lusso“. Anzi, il segretario Pd passa la contrattacco: “Trovo discutibile che si possa obiettare mettendo in mezzo la famiglia: che cosa hanno fatto i governi Alfano-Giovanardi per la famiglia? Hanno azzerato il fondo per la famiglia”. E lancia la sfida al vicepremier e soci: “Sui temi della famiglia non mi farò scavalcare” dal Nuovo Centrodestra.

Ma non è solo Alfano ad essere provocato dalle stoccate del leader Pd. Un piccolo sgarbo il sindaco di Firenze lo riserva anche a Mario Monti ed Enrico Letta. “I dati sul calo della spread sono dati per cui ringraziare non solo i governi succeduti, ma un italiano che ha lavorato nell’interesse dell’Europa: Mario Draghi, è suo il merito fondamentale”. Insomma, una diminutio che non sarà troppo gradita dal Professore e dall’attuale premier. Al capo del governo, tuttavia, Renzi assicura lealtà, ancora una volta: “Nessuno sta mettendo in discussione l’esistenza del governo, anzi: mette in difficoltà il governo chi lo vuole far stare fermo. Lo aiuta chi lo sprona a risolvere i problemi italiani”. E non vuole sentire parlare di rimpasto, nemmeno parziale, come aveva prospettato il collega di partito Stefano Fassina. Quando un cronista gli ha chiesto la sua posizione sulla proposta di cambiare i ministri Pd, il leader democratico ha finto di non conoscere il viceministro dell’Economia. “Chi?”, ha chiesto, sentendo il suo nome.

E dopo Alfano, Letta e Monti, non poteva mancare la provocazione a Beppe Grillo. “Se vale il principio che il Parlamento è abusivo i primi abusivi sono i suoi, allora rinunci ai propri parlamentare e alle loro indennità”, è la sfida lanciata al comico genovese. “Il tema è invece che urge la riforma elettorale proprio per evitare di ritrovarci con un Parlamento di questo tipo”. Ma se con il leader del Movimento usa il bastone, Renzi opta invece per la carota con i parlamentari Cinque Stelle: “Penso che ogni appello a Grillo sia ormai sostanzialmente inutile, mentre non lo è ai suoi parlamentari. Saremmo felici di confrontarci nel merito con loro”. L’ammiccamento nei confronti dei Cinque Stelle continua quando il segretario Pd li insegue su un loro cavallo di battaglia, la pubblicazione delle spese della politica. “Nei prossimi giorni – annuncia il sindaco di firenze – noi con i circoli e la direzione e la segreteria del Pd vogliamo mettere online non solo ogni tipo di centesimo che spendiamo come partito, ma anche come Pubblica amministrazione: nelle prossime settimane, si affronterà anche il tema del bilancio del partito”.