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Milleproroghe, M5S: “Porcata sugli affitti d’oro”. Governo: “Nessun errore”

I Cinque Stelle sostengono che il decreto "non dà il tempo materiale per poter esercitare il recesso dai contratti" della pubblica amministrazione. Secondo il sottosegretario all'Economia Baretta, invece, la norma fissa nel 1 gennaio 2014 il primo giorno utile per rinunciare alle locazioni milionarie

Si riaccende la polemica sui decreti Milleproroghe, all’indomani del via libera del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. In particolare, lo scontro verte sulla norma “affitti d’oro”, che permette alle amministrazioni pubbliche di recedere dai contratti di locazione passiva entro il 30 giugno. “Una legge truffaldina“, attacca il Movimento 5 Stelle, cui risponde a stretto giro il governo, per bocca del sottosegretario Pierpaolo Baretta: “Non c’è nessun errore”.

“Abbiamo scoperto una nuova porcata sugli affitti d’oro: il milleproroghe non dà il tempo materiale per poter esercitare il recesso dai contratti”, si legge in una nota diffusa dal gruppo M5s della Camera che fa riferimento ad un post del portavoce Riccardo Fraccaro. “È una legge truffaldina che ha l’effetto di neutralizzare la norma anticasta del M5S, rendendo di fatto impossibile disdire le locazioni milionarie. Con questo provvedimento i 26 milioni di euro l’anno per l’affitto dei palazzi Marini, ad oggi costati quasi 500 milioni di euro ai contribuenti, continueranno ad essere sperperati dalla Camera”.

L’accusa dei Cinque Stelle entra nel merito del decreto: “L’articolo 2 del provvedimento prevede che si possa rinunciare alle locazioni degli immobili entro il 30 giugno 2014 ma con un preavviso di 180 giorni. Il recesso, quindi, dev’essere chiesto entro 6 mesi, ma bisogna dare un preavviso di 6 mesi per poterlo esercitare: i due termini coincidono, facendo così saltare i tempi tecnici per il recesso”.

Ma il sottosegretario Baretta respinge le accuse al mittente. Ai microfoni di SkyTg24, il sottosegretario all’Economia precisa che quei 180 giorni indicano l’arco di tempo minimo che deve passare tra la richiesta di recesso e la scadenza del contratto. Una richiesta che è possibile avanzare nella finestra compresa tra l’approvazione del decreto e il 30 giugno 2014. “Il decreto – conferma poi Palazzo Chigi con un tweet – prevede 6 mesi da 1 gennaio 2014 per disdire. Da quel giorno scattano 6 mesi entro cui rilasciare immobile”.