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Amsterdam, birre e lavoro da netturbino agli alcolisti per toglierli dalla strada

E' l'iniziativa della Rainbow foundation, che con fondi statali e privati persegue un doppio obiettivo: aiutare le persone che hanno problemi di alcool e ripristinare il decoro urbano

Birra in cambio di un lavoro da netturbino. Ma non a cittadini qualunque. Solo agli alcolizzati. Accade tutti i giorni ad Amsterdam. Una Ong olandese, la Rainbow foundation, che si occupa di poveri e senzatetto ha avviato un programma, finanziato in parte dallo Stato e in parte dai privati, per togliere gli alcolisti dalla strada e ripristinare l’ordine pubblico in città. Dopo il pugno duro delle autorità, che prima avevano inasprito le multe, poi vietato di bere nei luoghi pubblici senza ottenere alcun risultato, la fondazione ha pensato bene di usare il metodo opposto: dare un lavoro alle persone affette da alcolismo cronico in cambio di dieci euro al giorno, mezzo pacchetto di tabacco da rullare e cinque birre (due la mattina insieme al caffé, due a mezzogiorno con un pasto caldo e una a fine giornata).

Come a dire: se la tolleranza zero non funziona, forse è il caso di usare il tipico liberalismo all’olandese, già piuttosto famoso in campo di lotta alla droga: se non puoi eliminare la dipendenza, capiscila e controllala per aiutare chi ne soffre. Un ragionamento che pare non fare una grinza visto che i circa trenta alcolisti che hanno aderito al programma, con tanto di scopa e paletta in mano, sembrano soddisfatti. Non solo perché le loro giornate non trascorrono più tra le panchine di un parco, ma anche perché hanno smesso di bere superalcolici come whiskey o rum per limitarsi alle birre offerte dalla Ong.

La lista d’attesa è perciò diventata lunga e pare che anche altre città olandesi siano pronte a sperimentare il nuovo programma. Con questo progetto pilota infatti gli alcolisti “bevono meno, sono tenuti sotto controllo, hanno un lavoro che li tiene lontani dai guai e un pasto caldo ogni giorno”, ha spiegato al New York Times Hans Wijnands, direttore della Rainbow foundation che ha lanciato il programma di recupero. D’altronde “se tu dici loro ‘smetti di bere ti aiutiamo noi’ la cosa non funziona”, ha aggiunto Wijnands, la cui ong ottiene circa l’80 per cento dei fondi dallo Stato. “Me se tu dici loro ‘ti darò un lavoro per un paio di lattine di birra al giorno’ la cosa piace”.

I benefici insomma ci sono tutti, e non solo per le persone in difficoltà inserite nel programma o per le autorità che hanno smesso di fare le ronde notturne. Anche i residenti delle tre circoscrizioni di Amsterdam, dove al momento il progetto è stato avviato, sembrano soddisfatti: niente risse nei parchi pubblici di quartiere, né chiamate notturne per allertare la polizia. Gli unici a aver posto un veto all’iniziativa sono stati i politici di area conservatrice al Consiglio comunale della città, che, dopo averlo ribattezzato ironicamente “beer project”, hanno accusato l’amministrazione di scialacquare il denaro pubblico letteralmente in fiumi di birra. Tra i più appassionati invece, come sottolinea il quotidiano newyorchese, c’è Fatima Elatik, a capo del quartiere orientale Zeeburg. Marocchina, musulmana praticante e quindi contro il consumo personale di alcol, ha accolto con interesse il progetto della Rainbow nel suo distretto: dare a queste persone un lavoro e limitare il loro consumo di alcol a una quantità stabilita priva di superalcolici è, secondo lei, la cosa migliore.

Twitter: @si_ragu