Politica

Stabilità, alleggerita la web tax dopo il no di Renzi. Caos su “salva De Benedetti”

Chiusi in nottata i lavori della Commissione bilancio alla Camera. Limitato l'obbligo della partita Iva solo per la pubblicità online e per il diritto d’autore dopo la bocciatura della Google tax da parte del segretario Pd. M5S e Forza Italia contrari all'approvazione dell'emendamento che abbona 23 milioni al gruppo elettrico Sorgenia, non più obbligata a pagare gli oneri di urbanizzazione legati alla costruzione della centrale elettrica di Tuano-Bertonico

Web tax alleggerita ed eliminazione dell’obbligo per i giganti del web di aprire una partita Iva in Italia. Dopo la la bocciatura arrivata da Matteo Renzi, la Commissione Bilancio della Camera chiude in nottata l’esame della legge di stabilità che approderà oggi pomeriggio in Aula con tutte le novità apportate a Montecitorio, a partire dal nuovo fondo per il cuneo fiscale. Il governo potrebbe porre la fiducia, per accelerare i tempi.

Uno dei fiori all’occhiello del Pd, sponsorizzato in prima persona dal presidente della Commissione, Francesco Boccia, è stato dunque riformulato per non penalizzare eccessivamente i giganti e tutte le imprese che operano su internet. Dalla nuova versione della cosiddetta google tax è dunque scomparso l’obbligo di aprire partita Iva per tutti i soggetti che effettuano il servizio di commercio elettronico diretto o indiretto. Rimane invece in piedi la necessità di dotarsi della partita Iva per la pubblicità online e per il diritto d’autore.

A votare a tarda notte le novità è stata però una commissione decimata, visto che i gruppi si erano spaccati poco prima dell’una sull’emendamento che il Movimento 5 Stelle ha definito “un favore a De Benedetti e a Sorgenia“, che verrebbe sollevata dal pagamento di 23 milioni di euro di oneri di urbanizzazione legati alla costruzione della centrale elettrica di Turano Bertonico (Lodi). Di fronte all’approvazione proprio di questo emendamento originariamente voluto da Scelta Civica, M5S e Forza Italia hanno infatti abbandonato i lavori della Commissione, che da quel momento ha proseguito l’esame a ranghi ridotti.

Il Pd ha quindi ritirato l’emendamento presentato da Luigi Bobba per la ridefinizione della tobin tax, che i democratici volevano allargare a una base più ampia, abbassando l’aliquota allo 0,01%. Il Pd ha comunque ottenuto l’impegno del governo ad esaminare la questione con la stessa commissione Bilancio entro il mese di gennaio, affrontando in modo più vasto ed organico il tema durante il semestre italiano di Presidenza del Consiglio Europeo.

Tra le novità approvate nell’ultima giornata di lavori alla Camera spicca l’istituzione del Fondo taglia-cuneo per la riduzione della pressione fiscale cui saranno destinate le risorse aggiuntive della spending review e della lotta all’evasione fiscale. I benefici saranno allargati anche a pensionati, professionisti e piccolissime imprese e non riguarderanno dunque soltanto l’iniziale platea di lavoratori e aziende. Via libera anche alla sanatoria sulle spiagge, all’emendamento sugli stadi e alla rottamazione delle cartelle di Equitalia che potranno essere pagate senza interessi purché in un’unica soluzione entro il 28 febbraio 2014.