Politica

Renzi, Grillo: “Sorpresina? No, scoreggina”. M5S: “Chiacchiere e marketing”

Il leader dei Cinque Stelle sul blog: "I rimborsi elettorali vanno restituiti agli italiani, non a Grillo. Sono soldi che i partiti hanno incassato aggirando un referendum e che la stessa Corte dei Conti ha denunciato come non dovuti. Caccia la grana, Renzie, e cacciala tutta". E sulla legge elettorale: "Si sciolga il Parlamento e si ritorni al voto con il Mattarellum"

Il guanto di sfida finisce a terra e nessuno lo raccoglie. Il Movimento Cinque Stelle ascolta Renzi e le parole del sindaco di Firenze non fanno alcun effetto. Anzi, a Beppe Grillo basta una parola. Testuale, dal blog: “Renzie aveva annunciato una ‘sorpresina‘. C’è stata invece solo una scoreggina“. Bastano una parola appunto e un hashtag (abitudine presa in giro proprio da Renzi durante il suo discorso): “Renziecaccialagrana”. E poi la risposta sulla legge elettorale: “Si sciolga il Parlamento e si ritorni al voto con il Mattarellum“.

“I rimborsi elettorali – scrive il leader dei Cinque Stelle sul suo blog – vanno restituiti agli italiani, non a Grillo. Sono soldi che i partiti hanno incassato aggirando un referendum e che la stessa Corte dei Conti ha denunciato come non dovuti. Caccia la grana, Renzie, e cacciala tutta, non solo la seconda rata, anche la prima, quella di luglio, una parte dei 91 milioni che il pdexmenoelle ha portato a casa insieme al partito del noto pregiudicato di cui è ora, grazie al M5S, vedovo inconsolabile”. Ma la posizione dei Cinque Stelle, come noto, è netta: il Pd dovrebbe restituire tutti i finanziamenti incassati dal 1993 a oggi: “La restituzione dei finanziamenti di questa legislatura è solo un acconto – continua Grillo – Il pdexmenoelle ha preso rimborsi illegittimi in questi vent’anni per circa un miliardo di euro. Soldi degli italiani, provenienti dalle tasse, dal loro lavoro. Anche il miliardo va restituito, il pdexmenoelle si venda le sue proprietà e provveda. Il M5S non ha bisogno di ‘restituire’ i rimborsi, non li ha mai presi. È sufficiente rifiutarli. Renzie informi palle d’acciaio Letta“.

Poi l’ex comico risponde nel merito sugli altri temi sollevati dal sindaco di Firenze: “Le Province? Nel programma del M5S è prevista la loro abolizione. Chiunque presenterà una legge che la prevede sarà votato. Per coerenza, parola sconosciuta a Renzie, il M5S non si è mai candidato alle elezioni provinciali, Renzie è invece stato presidente della Provincia di Firenze. Allora le province gli garbavano proprio. La legge elettorale e il Senato? Questo Parlamento di nominati dal Porcellum non ha la legittimità costituzionale, ma soprattutto morale, per fare una nuova legge elettorale. Chi ha goduto dei frutti del Porcellum, rimasto in vita grazie al pdexmenoelle e a Berlusconi per otto anni, non può riscrivere le regole. Si sciolga il Parlamento e si ritorni al voto con il Mattarellum. Sarà il prossimo Parlamento a fare la nuova legge elettorale”. Al momento, però, non c’è una proposta dei Cinque Stelle in materia: “Nei mesi di gennaio e febbraio – si spiega nel blog – 100mila iscritti al M5S certificati definiranno online la proposta di legge elettorale del M5S. Gli iscritti, non un segretario di partito… Renzie, la porti un bacione a Firenze e la frequenti più spesso. La sua città ha bisogno di un sindaco”.

Prima di Grillo a restituire al mittente il guanto di sfida ci avevano pensato i parlamentari del M5S: “Renzi è tutto chiacchiere e marketing. I 40 milioni di euro dei rimborsi elettorali deve restituirli agli italiani, non a noi” . Per deputati e senatori il segretario del Partito Democratico “fa finta di non capire e propone accordicchi da Prima repubblica, camuffati da slogan. È ridicolo su questo tema proporre un do ut des. Renzi – aggiungono gli eletti – non deve mettersi d’accordo con noi ma restituire il malloppo agli italiani. Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica ad aver rinunciato ai rimborsi elettorali, lo ha fatto perché sono soldi illegittimi. Perché Renzi non fa lo stesso?”.

Arrivano una risposta anche sulla legge elettorale che Renzi vorrebbe più pronunciata verso il bipolarismo. Ma i grillini si fermano, in questa prima fase, al Mattarellum a favore del quale peraltro si sono a lungo spesi molti esponenti del Pd, a partire dal renziano Roberto Giachetti: “Sulla legge elettorale il sindaco di Firenze dovrebbe porlo ai suoi colleghi di partito un ultimatum: è il Pd che non vuole cambiare il Porcellum. O ci siamo dimenticati chi fu a non votare una mozione del proprio partito, la mozione Giachetti? Noi lo ribadiamo bisogna tornare subito al Mattarellum, ultima legge elettorale votata da un Parlamento legittimo“.